Monti del Matese
Descrizione 
La cima più alta è in Molise ed è monte Miletto (2050 m s.l.m.), seguono la Gallinola (1923 m s.l.m.), il monte Mutria (1823 m s.l.m.), il monte Monaco di Gioia e il monte Maio. Il massiccio del Matese ad ovest si affaccia sulla valle del medio Volturno in vista dei monti Trebulani, a est sulla zona preappenninica molisana, a nord è limitato dai monti delle Mainarde e dalla Maiella a sud sui monti di Camposauro e Taburno. Da nord a sud il massiccio raggiunge un'estensione di circa 60 km, mentre da est a ovest è di circa 25 km. I monti fanno parte del parco regionale del Matese. Vi si trova un lago di origine glaciale (il lago del Matese), due laghi artificiali (di Gallo Matese e di Letino, formato dalla diga sul fiume Lete) e gli impianti sciistici di Bocca della Selva e Campitello Matese, che ospita una stazione tra le più importanti del meridione. 

Flora
La flora varia in base all'altitudine: a quota media è presente il faggio e in alta quota l'abete, mentre più in basso si trovano betulle, ginepri, querce e castagni. Più a sud sono presenti boschi di leccio.

Fauna
Oltre alla fauna domestica equini, bovini, ovini, e caprini che pascolano allo stato brado, nei pressi di monte Miletto e la Gallinola, si possono osservare volatili come falchi, sirenelle e qualche esemplare di aquila, da qualche tempo è ricomparso anche il lupo assente da decenni. 

Storia
Testimone di segni di civiltà remote, la storia di questo complesso montuoso, inizia oltre 25 secoli or sono ad opera dei primi abitanti di origine italica, mentre i coloni greci che pur tanta incidenza ebbero sulle popolazioni di pianura poco influirono sugli abitanti del Matese. Nel 216 a.C. questo territorio fu invaso anche dai soldati cartaginesi guidati da Annibale. Dopo il V secolo si diffuse il monachesimo che diede origine a molti centri abitati come San Gregorio Matese, San Salvatore Telesino ecc. Nel 1800 il Matese servì da rifugio ai partigiani realisti che lottavano contro Murat e i Francesi, diventando il covo dei cosiddetti " briganti " che si aggiravano per le aspre contrade fino al 1815. Più tardi tra il 1861-65 trovarono rifugio sulle montagne matesine, uomini della più disparata provenienza ideologica: soldati borbonici renitenti di leva con l'aggiunta di veri delinquenti, comandati dall'ex cavalleggero borbonico Cosimo Giordano di Cerreto con bande che raggiungevano oltre i 500 componenti. Nel 1877 ci fu un tentativo, da parte di Errico Malatesta e dei suoi seguaci, di suscitare un moto di natura anarchica ma dopo pochissimi giorni la banda, stremata dal maltempo, si arrese.

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Dove Soggiornare
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Tel. 0039.331.4891243
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