Percorsi di Luce alla Reggia di Caserta
Caserta Palazzo Reale - Reggia di Caserta - Caserta (Caserta)
10/09/2010 - 12/09/2010

Parte l’edizione estiva dei nuovi “Percorsi di Luce” nel Parco della Reggia di Caserta. L’evento arricchisce itinerario e performance. La seconda fase dell’edizione 2010, dal titolo “Magie di luci nella Reggia delle Meraviglie”, finanziata dalla Regione Campania e in programma fino a settembre, offre ai visitatori un evento ancora più spettacolare.
Rispetto alla prima fase, si allunga la durata del viaggio fino a 2 ore alla scoperta del Palazzo Reale by night. Inoltre nuovi giochi di luce e scenografie illuminano il Parco lungo tutta la “via d’acqua” ideata dal Vanvitelli. La fontana di Eolo e quella di Diana e Atteone diventano palcoscenico naturale di spettacoli teatrali e musicali dal vivo.
Alla fontana di Eolo attori in abiti d’epoca rievocano l’arrivo a corte e l’incontro tra Maria Carolina d’Austria e il re Ferdinando IV di Borbone, in una performance ricca di curiosità sulla vita quotidiana della coppia reale.
L’itinerario si chiude alla cascata grande: sullo sfondo della fontana di Diana e Atteone, artisticamente valorizzata da giochi cromatici, la musica napoletana dell’Ottocento riporta i turisti alle atmosfere del Regno. Le novità completano così l’operazione di restyling dell’evento, ideata e realizzata dall’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta. L’ottava edizione è infatti completamente inedita e si avvale di collaborazioni artistiche d’eccezione: le narrazioni lungo il percorso portano la firma di Peppe Servillo e le note di Fausto Mesolella degli Avion Travel, arricchiti dalle fantastiche visioni di Giuseppe Ragazzini, pittore che ha già collaborato con Paolo Conte, Gianna Nannini, Paolo Virzì.
“Arricchendo il percorso, abbiamo voluto stupire ancora di più i turisti, dare emozioni e regalare una notte da sogno alla Reggia di Caserta”, dichiara l’amministratore dell’Ept di Caserta, Enzo Iodice. “Solo grazie ai Percorsi di Luce – aggiunge – si può entrare nel Parco di sera e ammirare l’unicità e l’incomparabile bellezza del monumento patrimonio dell’umanità, in un itinerario di grande intimità e forti suggestioni. Stiamo già ottenendo risultati significativi sul fronte turistico, con gruppi prenotati da tutta Italia, che soggiorneranno a Caserta proprio per partecipare alla nostra iniziativa”.
IL NUOVO PERCORSO
Le nuove atmosfere partono dalla rievocazione di Ercole e del suo mito ad opera di Peppe Servillo, attraverso la storia dell’Ercole Latino, la grande statua collocata a metà del “Cannocchiale” realizzato dal Vanvitelli, proprio di fronte al monumentale scalone d’ingresso di Palazzo Reale. L’Ercole Latino faceva coppia con un’altra statua, identica ma contrapposta. Entrambe, copie romane di un originale greco, provenivano dal Palazzo Farnese di Roma. L’Ercole Latino fu creduto perduto, finché una studentessa non lo identificò proprio con la grande statua all’interno della Reggia.
Il percorso porterà poi per la prima volta i visitatori alla scoperta del “bosco vecchio” e della Castelluccia (realizzata tra il 1769 ed il 1773 per il divertimento del giovane Ferdinando IV, che la utilizzava per organizzare finte battaglie terrestri) recentemente restaurata e aperta al pubblico. I turisti saranno condotti fino alla Peschiera Grande, dove il sovrano preparava i suoi assalti giocando alla battaglia navale.
Qui, dopo il concerto di musica barocca, si arriverà lungo la “via d’acqua” fino alla fontana di Eolo e a quella di Diana e Atteone, teatro delle nuove performance dal vivo.
L'Ercole
LUNGO IL “CANNOCCHIALE”
“Questo è l’Ercole latino/ gemello di quello Farnese/ il palazzo riserva molte sorprese/fu fatto un censimento/di statue come questa/
credendo che anch’essa forse s’era persa/finchè un giorno non fu ritrovata da una studentessa…”
Di fronte allo scalone, dove ha inizio il percorso, durante il decennio francese fu posta la gigantesca statua dell’Ercole Latino, appoggiato alla clava, che faceva coppia con un’altra identica ma contrapposta. Entrambe le statue, copie romane di un originale greco, provenivano dal Palazzo Farnese di Roma e prima ancora dalle Terme di Caracalla. Sulla base della statua è incisa la scritta: “Gloria virtutem post fortia facta coronat”, che certamente non si addice alla posizione di riposo assunto dal mitologico eroe. Su questa base, più probabilmente, doveva essere collocato il gruppo scultoreo di Alessandro Farnese incoronato dalla Vittoria dopo la conquista dei Paesi Bassi, sistemato negli appartamenti reali.
LA CASTELLUCCIA
(voce di donna anziana)
Te porto a sperdere miezo e campetti
ma t’issa credere che ‘o faccio mo.....
no stanotte co’ scuro quanno te mitte cchiù paura
(voce narrante di bambino)
Così mi dicevano quando di domenica non onoravo la tavola e morivo dalla voglia di andarmene....
Saranno voci senza volto a sorprendere tutti e a rompere il silenzio del “bosco vecchio”, giunti davanti alla Castelluccia. L’edificio fu realizzato tra il 1769 ed il 1773, per il divertimento del giovane Ferdinando IV, che lo utilizzava per organizzare finte battaglie terrestri. La Castelluccia è circondata da un fossato, nel quale confluisce il canale proveniente dalla “peschiera grande”, e comprende il piccolo castello, i giardini e le “fabbriche” che sorgono su un’isoletta in posizione sopraelevata rispetto al livello del bosco. Fra le piante e i fiori che ornano l’edificio emergono delle imponenti camelie la cui fioritura inizia già alla fine di gennaio.
Gli interventi di restauro dell’edificio hanno riguardato il recupero della veste ottocentesca, della flora e delle sue originali e preziose fabriques.
Ma l’aspetto di maggior interesse dell’intervento complessivo è, senza dubbio, il restauro del fossato della Castelluccia, del cosiddetto “canale retrano” e del canale di collegamento dell’intero sistema alla Peschiera Grande: un attento intervento di riconfigurazione delle sponde in finta roccia, dei ponti e della primitiva sistemazione paesaggistica, ha consentito il recupero di una delle più suggestive e preziose architetture del bosco.
“Questa è la magnifica Castelluccia
edificata nel bosco vecchio degli Acquaviva
dove il re Ferdinando bambino veniva
per dar vita alle battaglie terrestri
così nomate per non esser scambiate
con quelle navali alla peschiera
dove vedrete i fuochi finali di questa sera…”
LA PESCHIERA
La Peschiera è un lago artificiale costruito nel parco della Reggia nel 1769 dall'architetto Collecini su disegno di Vanvitelli. Il lago, con un isolotto al centro, è lungo 270 metri, largo 105 e profondo 3,50. Tra il 1769 e il 1773, per divertimento del re Ferdinando IV, vi si svolgevano finte battaglie marittime con modelli di navi in scala ridotta. La peschiera è alimentata dall'acquedotto Carolino. Vanvitelli aveva progettato che sull'isolotto in mezzo alla peschiera sorgesse un padiglione aperto da ogni lato, composto di otto colonne che reggevano una cupola. Il re volle, però, una sala da ballo, due camere e vari "gabinetti di riposo", per cui l'architetto modificò il suo progetto disegnando un tempietto circolare con quattro esedre, due che contengono le scale e due destinate a terrazze; in asse alle diagonali, i gabinetti di riposo i cui muri formano i contrafforti che reggono la cupola. L'isolotto doveva essere arricchito da fontane, ma anche questo disegno rimase incompiuto e furono gli alberi a formare un padiglione verde.
Alla Peschiera l’itinerario proporrà un concerto di musica barocca con ensemble di strumenti a fiato.
La Via D'Acqua
Giochi di luce e scenografie illuminano il Parco lungo tutta la “via d’acqua” ideata dal Vanvitelli. La fontana di Eolo e quella di Diana e Atteone diventano palcoscenico naturale di spettacoli teatrali e musicali dal vivo.
Alla fontana di Eolo attori in abiti d’epoca rievocano l’arrivo a corte e l’incontro tra Maria Carolina d’Austria e il re Ferdinando IV di Borbone, in una performance ricca di curiosità sulla vita quotidiana della coppia reale.
L’itinerario si chiude alla cascata grande: sullo sfondo della fontana di Diana e Atteone, artisticamente valorizzata da giochi cromatici, la musica napoletana dell’Ottocento riporta i turisti alle atmosfere del Regno.
Maggiori informazioni:
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