Comune di Maiori


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Comune di Maiori


Maiori (Salerno)


Secondo fonti storiche, si racconta che la città di Maiori fu fondata dagli Etruschi, e ciò lo testimonia quel suo nome originario di "Reghinna Major" e quella sua radice etimologica "inna" di chiara derivazione etrusca.

Alcuni fanno risalire le sue origini ai Romani, così come tutta l'intera Costa d'Amalfi, testimoniate da ritrovamenti risalenti dell'epoca. Altri storici invece, ritengono che Maiori fu edificata nel IX secolo dal principe salernitano Sicardo. Maiori, possedimento di Amalfi e sede degli Arsenali, dell'Ammiragliato, nonché della Dogana e del Fondaco del sale, resistette per qualche tempo ai Normanni. Ma nel 1268 fu saccheggiata dai Pisani, eterni rivali della Repubblica Amalfitana, che con le loro numerose galee operarono distruzioni e saccheggi lungo tutta la Costa.

Ben presto Maiori ebbe una fiorente marina mercantile e fu in grado di costruire navi di grande portata. Ma il 1343 fu protagonista di un maremoto, che distrusse buona parte del litorale costiero e gran parte della cittadina. Celere fu la sua ripresa e così le maggiori attività economiche si disposero lungo la valle del fiume Reginna Major, dando lustro, con le sue maggiori concentrazioni di opifici, all'intera vallata. Sotto il regno della regina Giovanna I e del suo successore Carlo III di Durazzo, al quale successe il figlio Ladislao, Maiori risorse nel suo splendore, tant'è che gli storici Camera e Primicerio, riferivano di manifatture per la seta e la lana, prime in tutta la zona.

Nel XVI e XVII secolo sorsero poi le prime cartiere, anche se lungo il corso dei secoli seguenti fu soprattutto Amalfi e la vicina Minori a continuare questa tradizione. Nel 1502 ci furono le prime ostilità tra Spagnoli e Francesi e i paesi della Costiera Amalfitana, che in un primo momento avevano fatto atto di sudditanza ai Francesi, successivamente si rivolsero agli Spagnoli. E lungo la Costa a largo di Capo d'Orso, gli storici ci tramandarono notizie di una sanguinosa battaglia tra Angioini e Spagnoli, avvenuta nel 1528, costata alla flotta spagnola più di mille uomini. Ci furono poi anni di carestie, pestilenze, superstizioni che campeggiarono tra la popolazione. Incursioni piratesche furono protagoniste in questo periodo di molti episodi.

Diversi paesi della Costiera furono più volte saccheggiati e fra gli abitanti molti furono fatti schiavi. E' con il regno di Filippo III che per la Costiera Amalfitana finì l'epoca di vassallaggio. Nel 1662 Maiori venne nominata Città Regia da re Filippo IV. Nel 1735 e nel 1773 sulla cittadina maiorese si abbatterono due violenti alluvioni. La popolazione in questi avvenimenti tragici si aggrappò alla fede,nella Madonna,dopo il ritrovamento in mare di una statua lignea, dispersa nel naufragio di un'imbarcazione. Ed è da allora che il culto verso Santa Maria A Mare è stato tramandato fino ai nostri giorni. Il 1860 segna l'anno dell'annessione del Meridione al Regno d'Italia. Nuove tasse, come la reintroduzione della tassa borbonica sui prodotti macinati, e le precarie condizioni economiche fecero scoppiare nella popolazione diversi moti di rivolta. Il Monte Falerzio che sovrasta Maiori, disponendo di diverse grotte naturali, divenne sede di briganti e di rifugiati. Arriviamo al 1910, quando in seguito di un'altra terribile alluvione, si ricorda la visita del re Vittorio Emanuele III.

Con la fine della II guerra mondiale e con l'armistizio dell'8 Settembre 1943, a Maiori avvenne lo sbarco delle truppe alleate anglo-americane, che la scelsero come base per la sua ampia spiaggia e per la sua favorevole posizione.



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Azienda di Soggiorno e Turismo di Maiori: tel. 089877452

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