Museo Civico Archeologico


Via Genova 2 - 81034 Mondragone (Caserta)
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Luoghi



Museo Civico Archeologico


Mondragone (Caserta)


Il Museo, inaugurato il 20 ottobre del 2000 e riconosciuto Museo d’interesse Regionale nel 2007, è composto da cinque sale. Esso raccoglie i materiali rinvenuti nel territorio a seguito delle campagne di scavo finanziate fin dal 2001 dall’Amministrazione Comunale e sono organizzati cronologicamente dalla preistoria al Medioevo. La prima sala a sinistra è dedicata alla preistoria e accoglie numerosi reperti che forniscono informazioni di rilievo relative al popolamento preistorico di quest’area della Campania. 

Sono presenti manufatti riferibili al periodo dell’Aurignaziano, una delle più antiche facies culturali del Paleolitico Superiore, databile, in Europa occidentale, tra 34.000 e 27.000 anni fa circa. Inoltre, le campagne di scavo finora effettuate nella grotta di Roccia San Sebastiano hanno portato alla luce numerosi materiali provenienti dall’industria litica, caratterizzata da lame e lamelle, grattatoi, bulini e pezzi scagliati è attribuibile ad una fase finale del Paleolitico Superiore e, più precisamente, all’Epigravettiano finale. Al primo piano, nella sala a destra, seguono i reperti d’età protostorica e arcaica, testimonianze materiali della popolazione Ausone/Aurunca, che era stanziata nell’attuale territorio del comune di Mondragone. Nelle vetrine sono esposti vari manufatti in uso nella vita quotidiana, alcuni di questi sono legati al mondo muliebre, tipo i rocchetti le fuseruole e i pesi da telaio. 

Degni di attenzione sono alcune statuette votive, come quella di armato, connesse alla sfera cultuale. Da un probabile santuario arcaico, sito in località Arivito, provengono le antefisse nimbate e a palmetta rovescia. Un reperto peculiare è una valva di fusione del IX secolo a.C. che serviva per la produzione di oggetti ornamentali, ritrovata in uno dei villaggi stanziati sulle falde del Monte Petrino. Non mancano, inoltre, corredi funerari appartenuti a sepolture di età ellenistica venute alla luce al disotto del piano pavimentale della chiesa di S. Angelo. Inoltre, al centro della sala è posta una scultura di grande pregio, la magnifica statua dell’Apollo Musagete che si data al II secolo d.C. Nella sala al primo piano a sinistra sono esposti, invece, i materiali del periodo romano legati alla storia di Sinuessa e dell’agro Falerno. 

Tra i reperti che documentano i vari aspetti della storia sociale ed economica della colonia, di particolare importanza appare la collezione d’anfore vinarie e il medagliere con circa duecento esemplari di monete. Inoltre, è presente una sezione dedicata ai materiali ceramici provenienti dalle necropoli di Sinuessa e alcune lucerne romane che si datano tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C.. Discreta è anche la collezione epigrafica e di elementi votivi. Le due sale poste al secondo piano ospitano quanto rinvenuto durante gli scavi e le ricognizioni del villaggio medievale di Montis Dragonis. Nella sala a sinistra, due plastici ricostruttivi accolgono il visitatore: quello del villaggio medievale fortificato e quello di una sepoltura bisoma rinvenuta al di sotto del piano pavimentale della chiesa del castello. Inoltre, sono esposti i materiali rinvenuti durante le ricognizioni svolte sul territorio di Mondragone, in particolare, a Monte Sant’Anna e sulla Rocca Montis Dragonis. 

Molto interessante è il rinvenimento effettuato proprio sulla Rocca di una borraccia a corpo lenticolare in terra sigillata africana che si data tra fine del I secolo e l’inizio del II secolo d.C.. Nelle vetrine sono conservati i “tesoretti” rinvenuti, come corredo tombale, all’interno dell’edificio religioso della Rocca Montis Dragonis e alcune monete provenienti sempre dall’insediamento medievale. Nella stessa sala è presente la sezione dedicata ai metalli, soprattutto in ferro e in bronzo, relativi a elementi pertinenti gli infissi interni dei diversi edifici del castello (chiodi, copiglie, serrature e chiavi), nonché quelli di uso contadino. La sala a destra, ospita una interessantissima vetrina con oggetti riferibili alla guerra (palle di bombarda, placche di corazza ecc.), mentre nelle altre vetrine sono esposti numerosi reperti ceramici riferibili a produzioni smaltate da mensa (maiolica monocroma bianca e dipinta in bruno e verde, maiolica policroma), databili tra il XIV e il XIV secolo; si tratta in prevalenza di prodotti locali, ma, per ciò che riguarda le maioliche policrome rinascimentali, vi sono anche importazione dall’area centro-italiana. 

Tra quest’ultime si evidenzia lo splendido ed affascinante piatto di Deruta del XVI secolo decorato con un ritratto di donna circondato da motivi disposti “a fascia” e raffiguranti elementi floreali ripetuti a modulo costante; il retro ha una decorazione bicroma “a fascia” che circonda una iniziale dipinta in blu S. Si tratta di un piatto gamelio cioè un dono nuziale dello sposo alla sposa.

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