Chiesa del Gesu' Nuovo


Piazza Ges├╣ Nuovo - 80134 Napoli (Napoli)
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Chiesa del Gesu' Nuovo


Napoli (Napoli)


La chiesa del Ges´┐Ż Nuovo, una delle pi´┐Ż significative espressioni del barocco napoletano, fu costruita, su progetto dell'architetto Giuseppe Valeriano, tra il 1584 e il 1601, sull'area del rinascimentale Palazzo Sanseverino, di cui conserva l'originale facciata in bugnato a punta di diamante.

L'interno, a croce greca, si presenta molto fastoso, ricoperto pressocch´┐Ż integralmente di marmi policromi e decorato da affreschi, sculture, pale d'altare e ricchi arredi. La decorazione ad affresco delle volte fu eseguita per la maggior parte dal pittore greco Belisario Corenzio, tra i maggiori artisti che lavorarono durante il '600 nella chiesa.

A Lanfranco fu affidato (1638) il compito di affrescare l'originaria cupola, ricordata dalle antiche guide come la pi´┐Ż grande e splendida della citt´┐Ż, che purtroppo croll´┐Ż nel 1688 e di cui oggi rimangono solo i quattro Evangelisti dei pennacchi.

Sulla controfacciata, si ammira il grande affresco con la Cacciata di Eliodoro dal tempio, capolavoro della maturit´┐Ż di Francesco Solimena, firmata e datata 1725.
Le prime cappelle della navata furono invece decorate tra il 1600 e il 1620 da artisti tardo manieristi, che spesso rivelano un'ossequiosa adesione ai dettami della Controriforma. A Giovan Bernardino Azzolino si deve la decorazione pittorica della prima cappella sulla destra, dedicata a San Carlo Borromeo, mentre i rilievi scultorei furono eseguiti da Cosimo Fanzago, il primo artista veramente innovatore che oper´┐Ż nella chiesa un radicale rinnovamento del linguaggio artistico.

Impegnato a lungo nelle pi´┐Ż prestigiose cappelle, probabilmente influenz´┐Ż in maniera determinante la scelta dei Gesuiti di rivestire completamente le pareti della chiesa, originariamente bianche, con vistoso commesso marmoreo, secondo l'imperante gusto barocco. I due bracci del transetto ospitano il Cappellone di San Francesco Saverio ed il Cappellone dedicato a Sant'Ignazio di Loyola, fondatore dell'ordine dei Gesuiti. Nella decorazione del primo, troviamo impegnati Luca Giordano e Cosimo Fanzago, a cui si deve anche la scenografica parete di fondo del Cappellone opposto, concepita come un grande retablo marmoreo, dominato dalle due monumentali figure di David e Geremia e chiuso in alto dalle tele di Jusepe de Ribera, raffiguranti Storie di Sant'Ignazio.

Stilisticamente poco omogenea ´┐Ż la ricca decorazione della Cappella Maggiore, dedicata all'Immacolata, risultato di tre secoli di lavori, dal '600 all'800.
In una cappella della crociera ´┐Ż da ammirare un singolarissimo episodio di cultura religiosa e artistica del Seicento: due grandi Reliquiari a parete, corredati da ben 68 busti di Santi in legno policromo, che si affacciano, come in un teatro popolare, dai loro palchi finemente intagliati e dorati.

Da visitare ´┐Ż anche la Sagrestia, con affreschi di Aniello Falcone, armadi lignei attribuiti al Fanzago ed un prezioso altare in commesso marmoreo di Dionisio Lazzari del 1658.

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