Grotta di Matermania
Capri (Capri)
La grotta, situata a mezza costa, fu rimaneggiata artificialmente in età romana, epoca alla quale risalgono le strutture murarie. L'interno della grotta è diviso in due ambienti, originariamente coperti con volta a botte, ora crollata: il vano più ampio termina, sul fondo della grotta, con un'abside formata da due podi sovrapposti, uno di forma semicircolare e, l'altro, posto a quota più alta, di forma ovale, entrambi ancora con tracce della decorazione pittorica; al centro dei due podi è presente una breve scala. Il vano più piccolo conserva tracce di intonaco e resti della copertura a volta.
La grotta doveva essere decorata con mosaici in pasta vitrea, di cui restano pochissime tracce, e marmi. E' decisamente da respingere ogni tentativo, fondato su arbitrarie e scorrette interpretazioni dell'oscuro toponimo Matermania, di riconoscere la grotta quale sede di un culto della Magna Mater Cibele o del dio Mithra. Più sicura appare l'ipotesi che si tratti di un ninfeo, così come altre grotte capresi.





