Comune di Acerra


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Comune di Acerra


Acerra (Napoli)


Acerrae era un'antica cittadina dell'entroterra napoletano di origine osca.Fu conquistata prima dagli Etruschi e, nella metà del V secolo dai Sanniti:le uniche testimonianze materiali di questo periodo sono alcune tombe del IV e III secolo rivenute presso il ponte di Casolla e in contrada Varignano.

 Fu di grande importanza strategica per i Romani, durante le tre guerre sannitiche, perché situata sulla via della stretta di Arpaia, il varco fra le alture di Maddaloni e quelle di Cancello, identificato da molti studiosi con le forche Caudine. Dopo la prima guerra sannitica Acerra entrò a far parte della comunità romano è latina come civitas sine suffragio. Durante le guerre puniche gli Acerrani tennero fede ai patti con Roma e prima che Annibale cingesse la città di assedio, riuscirono a fuggire attraverso passaggi sotterranei. Completamente abbandonata nelle mani del nemico Acerra venne distrutta e solo cinque anni più tardi nel 206 a.C. poté essere riedificata. Può essere individuata la cortina muraria della città grazie alle tracce lasciate tra case e giardini, lungo il vico Lauro, continuando per via Soriano, da porta del Vescovado fino a porta Annunziata. 

 Al di là del Castello le mura proseguivano lungo via Conte di Acerra. L'andamento perpendicolare tra i rettilinei vico Lauro e Vico Solferini, terminante a porta San Pietro, indica quale doveva essere il percorso delle mura romane; incerta invece è la loro datazione, che oscilla intorno al II è I secolo a.C. La rigida ortogonalità del sistema stradario di tipo cardi è decumanico, il perimetro quadrangolare delle mura e la corrispondenza delle porte della città e le vie principali hanno indotto alcuni studiosi a ritenere che Acerra fosse originariamente un castrum, cioè  un presidio militare. Fu certamente città commerciale e secondo Strabone, si valse di Pompei e della foce del Sarno come porto. Nel 91 a.C. fu di nuovo coinvolta in una guerra, il bellum sociale, che ebbe qui uno dei suoi teatri principali: il console Cesare, accampato sotto le mura della città, fu assalito da Papio Mutilo comandante dell'esercito sociale, che egli tuttavia respinse, non senza prima aver causato una strage di seimila uomini. 

Fu questo il più importante successo riportato da Roma in quella guerra. Alla fine del conflitto, con la lex Iulia, Acerra e Suessola ottennero la cittadinanza optimo iure e sotto Augusto la città accolse anche una colonia militare. A partire dalla fine dell'Impero romano fino a tutto l'XI secolo diventa difficile ricostruire in maniera attendibile il quadro storico e l'evoluzione della struttura urbana di Acerra. E certa però una decadenza economica di tutta la regione su cui si abbatté il flagello delle incursioni barbariche: prima dei Visigoti, poi dei Vandali. Alla fine del VI secolo la Campania fu invasa dai Longobardi, che entrarono in conflitto con il ducato Bizantino di Napoli. Né mancarono le incursioni dei Saraceni. Nell'834 Acerra fu distrutta per vendetta privata da Bono, duca e console di Napoli, e alla fine del XI secolo fu devastata da Alone di Benevento. Il X secolo, invece, è connotato da un notevole incremento della popolazione che si insediò nelle campagne e cominciò a coltivarle. In epoca normanna Acerra acquistò importanza come sede di una contea retta tra gli altri da Riccardo di Medania, uno dei maggiori sostenitori di Re Tancredi. Nel XIII secolo sotto Federico II Acerra si costituì come Universitas (Universitas Civium è la definizione giuridica del comune meridionale) con un baiulo come rappresentante del feudatario e i giudici eletti dai cittadini. Le condizioni economiche di Acerra peggiorarono nuovamente con gli Angioini, i quali trasferirono la capitale a Napoli mostrandosi indifferenti nei confronti delle altre province del Regno, tanto che molto cittò vennero concesse come feudi a nobili francesi che si imposero in modo vessatorio sulla popolazione.

 Il carattere rurale dell'insediamento venne danneggiato ancor più dalle guerre tra Angioini ed Aragonesi: all'assedio di Acerra che fu lunghissimo perchè gli abitanti si nascondevano nei cunicoli sotterranei parteciparono diversi capitani di ventura al servizio di re Alfonso come il famoso Braccio da Montone, e vennero impiegate anche le armi da fuoco. Alle guerre si aggiunse una grave epidemia di malaria, provocata dall'impaludamento del fiume Clanio e nel 1525 anche la peste si aggiunse agli altri mali, causando un ulteriore spopolamento della città. La contea declinò: i suoi casali furono venduti da Federico d'Aragona a Ferdinando de Cardenas. Le generazioni successive a Ferdinando conservarono il possesso di Acerra fino all'abolizione della feudalità.Nel lontano passato il bacino idrico del Clanio era tanto ramificato da porre seri problemi agli abitanti poiché si verificavano impaludamenti e inondazioni che, in caso di battaglia, avevano una loro funzione strategica perché rendevano la città di Acerra una fortezza difficilmente espugnabile. Già Virgilio nelle Georgiche, parlava dell'insalubrità dell'aria acerrana,sostenendo che la città era deserta perché infestata dalle esalazioni delle acque malsane. Verso la metà del cinquecento erano incominciati i lavori per il prosciugamento della piana del Clanio, per mezzo dei quali si ottenne un miglioramento della produzione agricola e in parte si risolse il problema della malaria.

 I lavori di canalizzazione, che facevano parte di un imponente progetto di bonifica relativo ad una vasta zona della pianura campana, presero il nome di Regi Lagni, da un alterazione del nome latino del fiume Clanio, Clanis. I lagni, che raccolgono anche le acque di scolo delle campagne, confluivano un tempo attraverso i tortuosi canali, a sud di Acerra per poi sfociare al lago Patria. Durante il periodo spagnolo furono attuate ulteriori bonifiche da Pietro di Toledo e dal Conte di Lemos. Quest'ultimo affidò la direzione dei lavori a Domenico Fontana, che fece ripulire il fondo dei canali, accrescere la pendenza e rettificare il corso di quelli più tortuosi, mantenendo le acque provenienti dai monti separate da quelle risultate dal drenaggio delle campagne. L'opera di bonifica fu sospesa per mancanza di fondi e non fu sufficiente a sanare in modo definitivo la zona. Altri lavori sul terreno paludoso dei regi lagni furono fatti fra il 1730 e il 1750, e anch'essi contribuirono a migliorare la produttività agricola. Significativa fu anche la crescita del numero e dell'importanza dei mercati: ciò spiega la presenza in città di una comunità ebraica, probabilmente raccoltasi in un quartiere a sé stante.

 Ancora nell'ottocento però, sotto il governo murattiano, la situazione economica non era florida: colture ed allevamenti erano rovinate dall'allagamento delle campagne. Nel 1858, anno in cui scrive su Acerra lo storico Gaetano Caporale, ci fu il completamento della pavimentazione delle strade e delle piazze che erano ancora in terra battuta e venne costruito un nuova sistema fognario che incanalava le acque verso i Regi Lagni. A partire dalla metà del XIX secolo la popolazione di Acerra grazie alla bonifica subì un notevole incremento, per cui le case non furono più sufficienti: la cittadina si estese allora lungo le vie per Pomigliano e per Benevento. L'Unità di Italia non arrecò particolari benefici alla città, che fu teatro di scontri tra guardia nazionale e briganti: fra i tanti furono catturati anche i componenti della banda Curcio, uno dei gruppi più pericolosi. Nel 1895 la folla affamata fu protagonista di tre giorni di tumulti durante i quali furono danneggiati gli uffici del dazio e saccheggiate alcune case di ricchi possedenti. Tra il 1900 e il 1914 si registrò in Terra di Lavoro un diffuso calo demografico dovuto alla cospicua emigrazione verso gli Stati Uniti. 

Tale fenomeno si avvertì particolarmente ad Acerra dove le condizioni di vita erano particolarmente difficili: basti pensare che i lavoratori agricoli percepivano un reddito annuo di appena trecento lire. La popolazione riprese a crescere solo dopo la prima guerra mondiale, quando Acerra riaffermò ancora la sua antica funzione di polo di attrazione, non soltanto agricolo ma anche industriale. Dall'inizio del 900 ad oggi la città ha subito nei quartieri sorti intorno al centro storico un rapido e caotico sviluppo, reso possibile dalla totale bonifica delle campagne circostanti.



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