Comune di Sant'Arpino


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Sant'Arpino (Caserta)


Sull'attuale territorio comunale di S.Arpino gli storici fanno ricadere gran parte del sito dell'agglomerato urbano dell'antica Città di Atella. Questa, la cui origine e ancora avvolta nel mistero, e riportata, nelle scarne fonti bibliografiche, come centro urbano organizzato a partire dal IV secolo a.C.. Ritenuta importante Città degli Opici (=OSCI), popolo anch'esso misterioso, fece parte di una Confederazione di centri urbani Osci che aveva Capua come capitale. 

Città Stato, con propria autonomia amministrativa 
e con proprie monete dalla scritta Aderl, Atella vivrà sempre nell'orbita politica di Capua. Di questa seguirà le sorti quando, durante la conquista romana dell' Ager Campanus, nel 338 a.C. riceverò, come Città confederata di Roma, il rango di Municipium e la "Civitas sine suffragio". Nel 211 a.C., però, per essersi schierata con Annibale, Atella venne severamente punita e ridotta a Prefettura.

Decimata del Senato, perse ogni suo bene, i suoi abitanti vennero forzatamente tradotti a Calatia e le sue case vennero date agli abitanti di Nuceria Alfaterna, Città distrutta da Annibale per non aver tradito Roma. In seguito ritroviamo Atella come Municipium attorno al V secolo a.C., quando Cicerone divenne difensore per alcuni possedimenti della Città nelle Gallie. 

Nei secoli successivi Atella venne ingrandita ed arricchita di splendidi monumenti quali il Teatro e L'anfieteatro ove, alla presenza di Augusto, Virgilio avrebbe letto le Georgiche. Lo stesso Augusto, secondo alcune fonti, dedusse una colonia di veterani in Atella. Atella divenne famosa in tutto il mondo antico per un genere teatrale in lingua osca: le Fabulae Atellanae.

Di esse, rappresentanti i vari tipi contadini, sono rimaste note le maschere Pappus, Dossennus, Buccus e Maccus dal quale si fa discendere PUulcinella. Atella, sin dai primi secoli del Cristianesimo, divenne Sede Vescovile ed in essa sarebbe transitato anche Fapostolo S. Paolo nel suo viaggio verso Roma. 

Il Vescovo Atellano più famoso fu S. Elpidio, cacciato dall'Africa con altri 11 compagni durante la persecuzione dei vandali ed approdato in Atella ove, immediatamente fuori le mura di questa, avrebbe fondato una Chiesa nel 455 d.C., al momento della distruzione della Città da parte dei Vandali di Genserico. Attorno a questa Chiesa sarebbe sorto il villaggio di S.Arpino. 

Atella continuerà ad esistere, in mezzo a guerre tra longobardi e bizantini, fino all' XI secolo quando, con l'arrivo dei Normanni, venne da questi fondata la Città di Aversa con le sue rovine. La sede Vescovile atellana venne assorbita dalla nuova Città.

La tradizione ed alcuni scavi effettuati nei decenni passati hanno fatto individuare il sito occupato dal centro urbano in un dislivello altimetrico a forma di "terrazza" posto tra i paesi di Orta, Succivo, Frattaminore e S.Arpino ma ricadente al 90% nel territorio di quest'ultimo. Sulla "terrazza" esiste ancora l'ultima testimonianza archcologica emersa, il Castellone, in opus reticolatum risalente, forse, al Il secolo d.C. Nuirierose necropoli, invece, sono state ritrovate un po dappertutto nei territori dei paesi sopra menzionati.



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