Citta' di Positano


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Citta' di Positano


Positano (Salerno)


La storia di Positano e' molto antica. Notizie certe vengono gia' da ritrovamenti preistorici in una grotta in località Sponda. Le datazioni al carbonio effettuate su resti di un pasto a base di cervo, enunciano un' età di circa 11000 anni, ciò poco tempo dopo l'ultima glaciazione. Non si hanno notizie precise del periodo della "Magna Grecia", ma già il nome da' forti indicazioni, infatti "Positano" quasi certamente deriva da "Poseidone", divinità ellenica padrone del mare. Un antico ed illustre positanese, il Montuori, voleva far derivare il nome del paese dalle parole pronunciate dalla Madonna, secondo l'antica leggenda. Il Montuori asseriva anche che il luogo veniva chiamato da taluni Ginestra o Mortella, in quanto dette piante vi abbondavano. In realta' ha avuto sempre il nome di Positano e solo nel XVI sec. furono aggiunti quelli delle suddette piante che vi fiorivano e vi fioriscono tuttora.

La storia di Positano è lunga, ricca di suggestioni: l'imperatore Tiberio si trasferì a Capri perché a Roma era odiato e non si fidava di nessuno, aveva paura che tutti volessero avvelenarlo, non voleva pane fatto con la farina del posto, ma la prendeva da un mulino a Positano, mulino che è tutt'ora in piedi e e funzionante fino a poco tempo fa (Piazza dei Mulini). Positano nei sec. IX, X, XI fece parte della Repubblica di Amalfi.

Nel sec. X fu uno dei centri commerciali più importanti, in gara addirittura con Venezia. Non avendo porto, le sue navi venivano tirate a mano dalla popolazione. Intorno al 1400 Positano apprese la notizia che un suo cittadino aveva fatto una grossa invenzione: la bussola. Si trattava di Flavio Gioia, famoso nocchiero e matematico. Da principio non si diede molta importanza al fatto ma ve ne fu data molta nei secoli successivi. Intorno al 1530 tutta la costiera fu invasa dalla peste, la mortalità fu elevata, soprattutto a Positano, Conca, Ravello, Scala. A questi mali si aggiunsero carestie, briganti che scendevano dai monti continuamente, saccheggiando i paesi. Nè mancavano scorrerie turche, per cui il viceré Pietro di Toledo ordinò che ogni città o paese costruisse delle torri da cui avvisare eventuali pericoli provenienti dal mare. Positano ne costruì parecchie, ma le più importanti furono: quella della Sponda, un altra nel luogo denominato Trasita (chiamato così perché vi erano sempre molti uccelli. La torre è stata rimodernata nel 1950 senza, però, aver subito grosse variazioni rispetto al suo stile originario), la terza nel luogo denominato Fornillo.

I turchi continuavano a fare razzie, infatti Solimano II, imperatore turco arrivò con 150 bastimenti ai nostri golfi, saccheggiò e bruciò tante città tra le quali anche Positano. Oltre alle razzie turche su tutta la costiera il paese dovette subire anche una cattiva amministrazione di ministri e baroni che autorizzavano nei loro feudi ogni sorta di sopruso e mettevano imposte su qualsiasi cosa.

Era il tempo in cui il popolo iniziava a far sentire la propria voce, era il tempo in cui il famoso pescatore napoletano Tommaso D'Aniello, capeggiava la rivolta popolare nella città partenopea.Nel 1668 Positano sborsò 12.943 ducati per riscattarsi dal peso feudale e si dichiarò "città regia", aprì quindi il commercio marinaro con la Grecia, con l'isola di Cipro, riattivò quello con la Puglia e con la Calabria, tanto da diventare superiore agli altri paesi commercianti che vi erano sul mercato allora.

Le navi positanesi, Galeotte, Feluche, Polacche arrivavano ovunque; trafficando col vicino Medio Oriente, portarono spezie seti e legni preziosi tanto ricercati in occidente. Fu allora che furono costruite le magnifiche case barocche, che si ergono contro il monte, decorate con quanto di meglio si era trovato al mondo.

Finché, circa un secolo fa, un dramma si abbatté su Positano: i vapori incominciavano ad affrontare l'oceano; Positano non potendosi mettere in gara con loro incominciò a decadere. A quel tempo il paese contava ottomila abitanti. Nel decennio fra il 1860 e il 1870, circa seimila persone emigrarono in America, le case rimasero vuote, i muri si sgretolarono, le pitture si scolorirono, i tetti caddero. Da allora la popolazione non supera i tremila abitanti. Positano è un grosso centro turistico: il turismo è la risorsa principale del paese. Ormai la sua fama è tale che lo ha reso noto in tutto il mondo.


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