Comune di Capriglia


Capriglia Irpina - 83010 Capriglia Irpina (Avellino)
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Comune di Capriglia


Capriglia Irpina (Avellino)


Numerosi ritrovamenti di necropoli, ville rustiche e reperti vascolari provano l'esistenza di insediamenti in et� romana da porre in relazione con la vicina citt� di Abellinum (odierna Atripalda).

Nel centro antico sono anche alcune edicole funerarie in travertino con personaggi togati in rilievo visibili nelle murature esterne della chiesa parrocchiale, della torre campanaria e del palazzo Carafa. Il nome attuale del paese fa inoltre pensare che in origine sull�alta collina, dove si � poi stabilito il primitivo nucleo abitativo vi era in et� tardo-romana un ricovero estivo cappellarum e dei loro gregies (caprile = stalla di capre; pl. Caprilia).

Il toponimo quindi non va ricercato nell�epigrafe ritrovata nel secolo scorso e dove si leggeva Cara-Pila, che, oltre a non avere etimologicamente niente in comune con Capriglia, fu giudicata falsa dal celebre archeologo Th. Mommsen. Il primo documento in cui si fa menzione del centro � un atto di donazione del 955, dove si legge che un Castelmondo, figlio di Orso, fa dono di alcune terre site in Caprilia all�Abbazia di Cava dei Tirreni.

Verso la fine dello stesso secolo il luogo comincia ad essere ricordato per la presenza di un castello costruito in posizione strategica a guardia della strada che da Avellino portava a Benevento e di cui primi signori erano alcuni componenti della famiglia Guerriero. Dal Catalogo dei Baroni, compilato fra il 1142 ed il 1156, si rileva che signore di Capriglia era un certo Rinaldo, nominato come milites ed al quale il borgo fortificato era stato venduto da tal Giovandotto, sub feudatario del conte di Avellino.

Unico possessore del feudo nel 1169 era Ruggiero de Farneto, che favori nel 1171 l�integrazione del paese nella baronia di S. Angelo a Scala. Tornato ben presto alla diretta dipendenza feudale, nel 1192 ne era signore il conte Riccardo di Monteforte, che troviamo riunito per una donazione di importanti propriet� terriere nel castello di Capriglia in compagnia di Giovanni Surrisio e Lorenzo di Summonte.

Durante la dominazione angioina, le terre di Caprilia nel 1290 entrano in possesso del cavaliere francese Ruggiero de Molinis. Ritornato a far parte della baronia di S. Angelo a Scala, nel 1345 il paese fu dato da Giovanni I a Niccol� d�Aquino, a cui successero i discendenti Antonio e Matteo (1414). La regina Giovanna II nel 1419 concesse i feudi della baronia al Ottimo Caracciolo ed alla moglie Caterina Ruffo.

Privati i Caracciolo di parte dei loro beni dai dominatori aragonesi, il feudo pass� alla Corte Regia, da cui lo acquist� nel 1466 il conte di Maddaloni, Diomede Carafa. Alla famiglia Carafa Capriglia appartenne fino al 1567 can Giovanni (1487), Alfonso I (1516), Giovanni II (1548), Diomede II (1561) ed Alfonso II (1567), il quale mori nel 1585 senza eredi diretti.

Rientrato cosi nella Corte Regia, il feudo fu venduto nel 1586 per circa 49000 ducati a Lucrezia Arcella, moglie di Domizio Caracciolo, duca di Atripalda. Nello stesso anno Lucrezia lo rivendette per� a Giuseppe Carafa e dal figlio di questi, Diomede III, il paese fu dato nel 1595 ad Ottavio De Ponte.

Seguirono il figlio Domenico (1599) ed il nipote Francesco Antonio De Ponte (1601), il quale alien� nel 1618 Capriglia per soli 17000 ducati a Marino Caracciolo, principe di Avellino. Alla sua morte, avvenuta nell�anno 1633, il feudo pass� al figlio Francesco Caracciolo, dal quale lo acquist� nel 1654 Giovanni Schipani.

La famiglia Schipani a sua volta tenne il feudo con Marino (1688), Niccol� (1690), Marino II (1734) e Carlo, che lo diede nel 1738 al marchese di Arneto, Gaetano Amoretti. Costui mor� senza figli maschi e devoluto al Regio Fisco il paese venne acquisito nel 1780, dopo il pagamento di circa 42000 ducati, da Nicola Macedonio, a cui appartenne fino all�abolizione dei diritti feudali (1806).



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