Cattedrale di San Paolo


- 81031 Aversa (Caserta)
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Cattedrale di San Paolo


Aversa (Caserta)


La Cattedrale protonormanna di Aversa, dedicata all'apostolo Paolo, fu edificata sull'area di una precedente chiesa longobarda intitolata allo stesso apostolo, dopo l'istituzione della diocesi da parte del Papa Leone IX nel 1053. 

Come indicato dall'iscrizione PRINCEPS IORDANUS RICHARDO PRINCIPE NATUS QUAM PATER INCEPIT PRIUS HAEC IMPLENDA RECEPIT in origine sul portale, attualmente situata all'esterno del transetto, la costruzione del Duomo fu iniziata dal principe capuano e conte aversano Riccardo I (1050-1080) e completato da Giordano (1080-1090), al tempo del terzo vescovo della Diocesi Guitmondo II (1088-1094), benedettino cluniacense abate dell'Abazia di S. Lorenzo; fu abbellito dal principe Roberto II (1127-1135).

Papi e sovrani hanno sostato in preghiera nel "bel San Paolo": Papa Alessandro IV nel 1255 (vi consacrò l'Altare Maggiore), Urbano VI nel 1382, Benedetto XIII; molti re angioini, aragonesi borboni tra cui Carlo III nel 1734.

La tessitura muraria è costituita da grossi blocchi di tufo giallo, scavati in loco creando ampi spazi sotterranei. Forse al di sotto dell'area presbiteriale era stata prevista una cripta, come sembrerebbe indicare l'esistenza di cavità sotterranee, architettonicamente strutturate e pavimentate. La navata principale doveva essere sorretta, in origine da colonne di marmo, infatti, in occasione del recente restauro eseguito in seguito al terremoto del 1980, colonne antiche sono state rinvenute inglobate nei 4 pilastri di sostegno della cupola e nei 2 arconi terminali delle navate laterali. 

Con ogni probabilità la navata centrale era coperta da capriate lignee, mentre le navate laterali presentavano piccole volte. L'incrocio del transetto era coperto da una cupola ottagonale molto meno sviluppata dell'attuale.

L'interno è a croce latina a tre navate divise da pilastri. Ai primi 2 pilastri acquasantiere di marmi colorati. All'incrocio della navata sinistra Battistero risalente alla II metà del XVIII secolo. Nella seconda campata della navata destra è situato il dipinto S. Bartolomeo riceve dalla Madonna il gonfalone del Santo Sepolcro di Francesco Solimena, firmato e datato 1701. Nella 4' cappella sinistra Crocifisso ligneo romanico d'arte catalana del 1250 circa. Nella 5' cappella sinistra, alla parete destra, il vivace, barocco monumento del cardinale Innico Caracciolo.

Presso l'ingresso alla sagrestia, Adorazione dei Magi, bel dipinto di manierista meridionale, forse Silvano Buono. In sagrestia, due quadri di Angelillo Arcuccio, Madonna col Bambino e Martirio di S. Sebastiano.

Nei 9 secoli di vita il Duomo ha subito incendi, furti e molti terremoti, con susseguenti modifiche e trasformazioni fino al XVIII sec. Alla fine dell'XI secolo risale il primo intervento di ristrutturazione che portò alla creazione del corpo del deambulatorio romanico con cappelle radiali, rarissimo in Italia, uno dei primi esempi nell'arte del Mezzogiorno, magnifico esemplare di solenne architettura normanna primitiva, costituito da 7 campate con volte a crociera a grossi costoloni di sezione quadrata di chiara origine cluniacense e con interessanti capitelli figurati, in minima parte coperti dalle cantorie.

Sono visibili numerosi resti di scultura romanica, fra i quali, nella 1' campata, un portale (XI sec.) della primitiva costruzione, con bizzarre protomi barbute sorrette da nani. Il deambulatorio ha 3 absisi semicircolari; nel pilastro tra abside destro e abside mediana si trova il sepolcro del vescovo Balduino Balduini pisano del tardo '500, di forme classicheggianti, e nel pilastro a sinistra dell'abside sinistra si rinviene un sarcofago di forme trecentesche.

Nella parete del deambulatorio, verso l'altare vi sono 2 bassorilievi con S. Giorgio e il drago e 2 animali e motivi decorativi, opere singolari, ritenute prodotto d'arte barbarica del IX-X sec.Il Duomo devastato da un incendio nel 1134 fu restaurato nel 1255

A seguito del terremoto del 1349 la cupola ottagonale originaria molto meno sviluppata dell'attuale, crollò e venne ricostruita in forme arabo-normanne, esternamente a tamburo ottagonale, ornata da 128 colonnine marmoree i due ordini sovrapposti, che reggono arcate trilobe cieche e da un lanternino tetrastilo. A seguito del terremoto del 1457 il campanile originario posto lateralmente la cupola crollò. Nel 1499 il vescovo Paolo Vassallo lo fece ricostruire esternamente al Duomo, e nel 1733 fu collegato alla facciata da un ponte.

Negli angoli del poderoso campanile si trovano incastrate 8 colonne antiche e, nei muri, altri marmi antichi, da Atella, e un busto di un uomo con berretto ducale e scettro in mano, reperito tra i rottami dell'antico Duomo nel corso dei restauri voluti dal Cardinale Innico Caracciolo, Vescovo di Aversa tra il 1703 e il 1715. 

Probabilmente il busto rappresentava un principe normanno e doveva far parte di un sepolcro eretto nell'antico duomo per la sepoltura del nobile normanno. Il busto attribuito a Rainulfo, fondatore di Aversa, ma più probabilmente raffigurante Asclettino, secondo Conte di Aversa, fu murato con una lapide su una facciata del campanile del Duomo. Nel campanile vi fu, come in altre torri, applicata una gabbia di ferro, nella quale nel 1671 furono poste delle teste recise di giustiziati.Nel 1592 Pierto Ursino dedicò un nuovo Altare Maggiore e il Coro Grande.

Nel 1630 il corpo sinistro del transetto venne occupato da una riproduzione della S. Casa di Loreto rivestita di stucco, realizzata su committenza del vescovo Carlo Carafa, su modello dell'omonima opera anconetana, dall'ingegnere aversano Giuseppe de Maio. Il cardinale Innico Caracciolo, in seguito ai terremoti del 1694 e 1702 che fecero crollare gran parte dell'edificio, affidò la ricostruzione del Duomo all'architetto romano Carlo Beratti (1703-1715) che ideò l'attuale facciata. L'intervento settecentesco culminò poi con l'affidamento dell'incarico per la realizzazione dell'Altare Maggiore a Luigi Vanvitelli, eretto poi da Giacomo Massotti nel 1764.

Nel 1859 la volta, rifatta e indorata fu affrescata da Camillo Guerra, che vi raffigurò episodi della vita di S. Paolo. In questo secolo, l'arcivescovo Carmine Cesarano fece costruire il nuovo pavimento e scrostare l'intonaco che copriva il deambulatorio romanico.

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