Comune di Mondragone


- Mondragone (Caserta)
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Comune di Mondragone


Mondragone (Caserta)


La città di Mondragone,fu fondata nel 296 a.C. anche se nel luogo sembra preesistesse un insediamento di origine greca: Sinope. E' l'antica Sinuessa colonia marittima, la più meridionale delle città edificate dai Romani.Di Sinuessa ne scrissero Cicerone, Virgilio, Plinio e Orazio che, in viaggio per Brindisi, vi soggiornò nel 174 a.C.. Sorta con la colonia di Minturnae, stanziata a circa 10 miglia a nord-ovest, Mondragone aveva l'arduo compito di difendere quel tratto dell'Appia dai possibili attacchi sanniti.Cesare lo paragonò ai vini greci utilizzandolo, come racconta Plinio, per celebrare i suoi trionfi.

Ma tanto splendore ha attratto naturalmente l'invasore che batteva le sue coste con ferocia. E' Livio a descriverne la desolazione dopo l'assalto dei cavalieri numidi guidato da Maarbale nel 217 a.C.: fu la prima cruda sofferenza. Durante le Guerre Puniche, proprio negli anni successivi a quel tremendo attacco, Sinuessa divenne uno dei maggiori porti dell'esercito romano. Nel 133 a.C. fu epicentro di una rivolta di schiavi: in una sola circostanza furono arrestati e condannati a morte 4000 uomini che lavoravano nelle terre (ager).

Dal I secolo d.C. per la città crebbe la sua fortuna: le terme e il clima la resero ambita e Sinuessa divenne città di commerci e di svago, di battaglie e di ozi mentre, la sua fortuna venne consolidata dalla realizzazione della Domitiana, tra le più comode vie romane sorta con lo scopo di collegare due tra i porti più attivi, Sinuessa e Puteoli (l'odierna Pozzuoli).

Malgrado il suo grande dinamismo, come in epoca traianea molti altri luoghi omologhi, la città fu colpita dalle dure conseguenze della crisi agricola peninsulare. Nel III e IV sec. d.C. la popolazione accelerò lo spoglio degli edifici urbani allo scopo di riutilizzarne i materiali: in questo modo gradatamente andava arrestandosi la manutenzione degli edifici pubblici e le infrastrutture del territorio subirono un processo d'oblio; tutto questo mentre il potere centrale andava accumulando forti difficoltà, rallentando il controllo e la cura delle periferie. 
Dal V sec. Sinuessa andò lentamente scomparendo; il porto andò insabbiandosi; gli impaludamenti, le pestilenze, un calo demografico incalzante, le incursioni barbariche, la tratta degli schiavi, l'allontanamento delle popolazioni dalla costa verso le montagne, trasformarono radicalmente la città romana.

Le antiche opere di bonifica rurale andarono perse; la macchia mediterranea e le aree boschive si riappropriarono della terra inghiottendone le vestigia. Poi il drammatico risveglio: Vandali e Saraceni comparvero sulla costa ultimando la nefasta impresa: i loro saccheggi avviarono la città ad un decadimento irreversibile. Crebbero gradualmente piccoli insediamenti sparsi, villaggi in zone protette, abitati da esigui nuclei di artigiani e contadini. Malgrado le difficoltà, tra il VII e VIII secolo s'avviò una riorganizzazione sociale e produttiva, mentre col tempo parte dell'ala portuale della città e il suo sito termale si lasciarono inghiottire dal mare, lasciandosi vibrare dai frequenti bradisismi.

Quel luogo però, indifeso e inquieto, passò più tardi per vicissitudini di potenti, di popoli e di lotte. I Longobardi dall'800 al 1000 divisero il territorio in gastaldati. Poi arrivarono i Normanni che battezzarono la fortificazione originaria ispirandosi a Rocca, figlia di Dragone e consorte del principe Riccardo II: il Mons Dragonis non tardò a mutare nell'attuale nome.

Con gli Svevi sorsero i primi centri abitati interni di S. Nicola e di S. Angelo, mentre sulla collina si attivava una nuova vita conventuale fino a quando, nel 1560, non ci fu una tremenda incursione saracena.

Con il tempo andò scemando il timore degli attacchi moreschi e con cautela, scendendo di nuovo in pianura, fu fondato il primo villaggio, Cenito, primo passo verso la creazione della Mondragone tardo-medioevale: quest'ultimo intervallo fu dei Durazzeschi e Aragonesi. Nel 1609 vescovo e curia si insediarono nel nuovo centro. Il feudo della Rocca - acquistato da Antonio Carafa di Stigliano, consigliere del re Ferrante d'Aragona, nel 1461 e proprietà della famiglia per duecento anni circa - fu alienato da Marc'Antonio Grillo, marchese di Clarafuentes, nel 1691.

Dopo i francesi, Ferdinando IV venne in possesso del territorio, conservarono fino al 1861, anno d'avvento del Regno d'Italia. Una visione tra il militaresco, lo sfarzoso e il godereccio avviò questa stirpe regia a promuovere interventi di bonifica, di modernizzazione viaria, di creazione di servizi. Sotto Ferdinando IV di Borbone i pantani e glia acquitrini del territorio, le cacce reali mondragonesi, rientrarono di diritto fra i luoghi più amati dalla corte.Provata poi anche dalle guerre di questo secolo, Mondragone è emersa dinamica dall'affanno della storia, convinta a vivere tutte le sue risorse. La terra, il mare, le terme, il sole e la sua storia.



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Numero telefonico Comune:0823.975241

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