Comune di Orta di Atella


- 81030 Orta di Atella (Caserta)
Telefono: -
Fax:
E-mail:
Sito Ufficiale:


 
 



Luoghi



Comune di Orta di Atella


Orta di Atella (Caserta)


Il significato e l'origine del toponimo Orta vanno cercati, probabilmente, nel termine latino hortus, hortulus ciò sembra confermato anche dal fatto che gli abitanti di Succivo chiamano da sempre ortolani e non ortesi gli abitanti di Orta. Dopo la scomparsa definitiva dell'antica città delle maschere, continuarono a vivere nella Liburia atellana diversi villaggi e fra questi Orta che dopo il Mille divenne Casale o Castello di Orta, quasi contemporaneamente ad Aversa della quale seguì le vicende storiche. Già sotto il dominio di Carlo d'Angiò, fu da questi, nel 1278, concesso in fendo a Guglielmo di Lagonessa. 

Nei secoli successivi appartenne a diverse famiglie nobili napoletane. Nel 1544 fu feudo della famiglia Pignatelli e nel 1556, dodici anni dopo, della famiglia Caracciolo. Ciò è confermato anche da una lapide che si trova nella Congrega o Cappella del Rosario dalla quale risulta che lì fu sepolto nel 1699 un don Francesco Maria Caracciolo, duca di Orta e terzo marchese di Gioiosa. 

Col crescere della popolazione crebbe anche il desiderio di svincolarsi dal feudo dei Caracciolo tanto è vero che l'Università degli abitanti di Orta, tra gli anni 1745 e 1747 dette vita ad aspre e lunghe liti giudiziarie contro un Caracciolo, Duca di Girifalco. Nel 1796 la popolazione era di 1718 abitanti che divennero 3.000 nel 1878. Scarse le notizie di questo periodo. 

Il Castello di Orta prese l'odierna denominazione di Orta di Atella nel 1862 a seguito del R.D. n. 1078 del 14 dicembre; da allora a ricordo del toponimo Castello di Orta, nello stemma comule figurano una torre (castello) con la scritta sottostante Università di Orta. Il comune di Orta di Atella, insieme a quelli di Sant'Arpino e Succivo, costituì il Comune di Atella di Napoli a seguito del R.D. n. 948 del 14 aprile 1928; ritornò comune a se nel 1946 quando con D.L. 191 del 29 marzo i comuni aggregati riebbero la loro autonomia. 

Della storia recente c'è da registrare un avvenimento doloroso che colpì numerose famiglie: nel 1943, durante una rappresaglia, i tedeschi fucilarono 34 persone. A testimonianza dell'eccidio, in piazza Belmonte, fu posta una lapide su cui sono incisi i nomi dei caduti che da allora sono conosciuti come Martiri Atellani. 

L'architettura civile del paese è caratterizzata da case a corte, alcune rustiche, altre di tipo signorile, ancora ben conservate. Tra le costruzioni religiose emergono il convento francescano di San Donato con la chiesa, la Parrocchia dedicata a S. Massimo Vescovo e la Cappella o Congrega del Rosario. Il complesso monastico risale al 1643: in quell'anno il sacerdote ortese Don Selvaggio Tuocco donò ai Frati Minori di S. Maria La Nova in Napoli una chiesetta e un piccolo convento diruti e abbandonati perché si stabilissero ad Orta e vi facessero apostolato religioso.



Info utili

Numero telefonico Comune:081.5023711

Tour Virtuali
Nelle vicinanze
Dove Soggiornare
Mappa
Clicca su Visualizza percorso per i dettagli sulle distanze.