Chiesa di Santa Maria a Piazza


- 81031 Aversa (Caserta)
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Chiesa di Santa Maria a Piazza


Aversa (Caserta)


La chiesa, rimasta chiusa per un lungo periodo e riaperta nel 1966, per talune tracce architettoniche di stile longobardo, che ancora conserva, si ritiene eretta molto prima della venuta dei Normanni (XI secolo) per cui è da ritenere la Chiesa più antica di Aversa.
Il nome probabilmente deriva da S. Maria de Platea, visto la sua vicinanza al Castello Aragonese, o secondo altra interpretazione da una piazza del mercato.

La costruzione originaria prevedeva una sola navata centrale con presbiterio, abside semicircolare, sagrestia ed un campanile, separato dal corpo della chiesa, rimasto incompiuto. A seguito di un disastroso terremoto, la fabbrica fu completamente ristrutturata ed ampliata, secondo i canoni gotici, con l'aggiunta delle navate laterali che collegarono il corpo originario al campanile.

Dello stesso stile è la facciata asimmetrica in tufo, caratterizzata da un rosone che illumina la navata centrale, e formata da tre portali con archi a sesto acuto di diversa forma e dimensione; la centrale reca alla sommità il simbolo dell'Agnus Dei.

L'interno è diviso da tre navate il cui spazio è scandito da possenti archi a sesto acuto, poggianti su pilastri in tufo. La navata centrale è coperta da volte a capriate, mentre quelle laterali, a vela, sono coperte da volte a crociera ed illuminate da finestre trilobate, arricchite in origine da vetri policromi.

Dietro l'Altare trova posto un pregievole organo in stile inglese del XVIII secolo di recente acquisizione. Anche gli affreschi testimoniano il succedersi di stili diversi concretizzatisi in tre differenti cicli pittorici. Alla prima fase, di stile longobardo (fine sec. XII-inizio sec. XIII) appartiene l'affresco sul muro destro della navata centrale, raffigurante la Crocifissione con ai lati la Vergine e S. Michele Arcangelo che uccide il drago. 

L'opera, attribuibile a un pittore locale, è stata ritrovata in fase di restauro al di sotto dell'affresco della Dormitio Virginis attualmente custodito dalla Sopraintendenza ai B.A.A.S. di Caserta.Di poco successivi sono gli affreschi del periodo bizantino, romanico ed arabo che decorano l'area antistante l'Altare. Tra essi spiccano due figure di santi, S. Leonardo e S. Lucia, opera dello stesso autore, Tommaso Cardillo di Aversa.

Ad una fase successiva, risalente alla seconda metà del '300, appartiene la Crocifissione del primo pilastro di destra. La composizione, affollata di personaggi, risente della prima scuola giottesca.Dello stesso periodo sono la Madonna col Bambino e Santi con la SS. Trinità riportata in lunetta di Ticino da Caiazzo raffigurati sulla parete destra e la decorazione posta nell'abside, al termine della navata destra. 

In essa si distingue una figura di Santo barbuto, probabilmente dello stesso autore della Dormitio Virginis.Tra gli affreschi di questo periodo � di particolare interesse il Transito della Vergine, attribuito alla scuola di Pietro Cavallini. 

Di chiara impronta rinascimentale è infine l'affresco della Natività, posto sulla parete laterale destra. Attribuito a Gaspare Ferrata.La chiesa è monumento nazionale.

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