Luoghi
Chiesa di San Biagio
Aversa (Caserta)
Il primo ricordo della chiesa e del monastero risale al 1403, come è attestato dal Codice di S. Biagio.
Il Borgo di S. Biagio (S. Biase) si sviluppò intorno al monastero e si aggiunse agli altri 6 della città, rimanendo fuori dalle mura fino al 1382, quando fu eretto il nuovo perimetro urbano.
La sua fondazione (1050), secondo alcuni è da attribuire a Donna Riccarda, sorella di Riccardo I, principe normanno di Capua e Conte di Aversa, secondo altri invece alla principessa normanna Aloara.
Fin dall'inizio fu affidato all'Ordine Benedettino, attualmente sono presenti le Monache Benedettine di S. Biagio.Costruito forse accanto ad un preesistente castello, ancora oggi il Monastero pare una ben munita fortezza, circondata da un fossato. Il luogo crebbe di importanza e fu posto sotto la diretta protezione di Papa Gregorio IX nel 1277.
Il cenobio fu splendente e fiorente fino al XVIII secolo, quando s'ingrandì e fu dotato di ulteriori opere d'arte.Nel 1806 fu soppresso da Napoleone e i suoi beni vennero confiscati nel 1860 dal regno d'Italia. Mai però le religiose abbandonarono del tutto il vetusto Monastero. A partire dal 1932 fino al 1954 iniziò la ricostruzione di S. Biagio, che subì gravi danni anche durante l'ultima guerra mondiale.
Anche se il Monastero ha perso molte delle sue opere d'arte e delle splendide strutture di un tempo, conserva tuttavia ancora un notevole interesse architettonico.
Il complesso monastico comprende il Chiostro vecchio in stile barocco, con resti delle primitive forme romaniche, il Chiostro piccolo, la Rettoria e la Foresteria.La Chiesa presenta in facciata tre archi con altrettanti portali che immettono nell'atrio. Nell'arco centrale vi sono motivi floreali in stucco, mentre in quelli laterali, sempre in stucco, due medaglioni, attribuiti ad ignoto scultore del XVIII secolo, raffiguranti a destra S. Benedetto e, a sinistra, S. Biagio. L'atrio è diviso in tre parti, con volte a crociera, sorrette da due pilastri poligonali.
L'interno è un'unica navata di vaste proporzioni, con sei cappelle su ogni lato, divise da pilastri con capitelli che presentano cherubini in stucco e che conferiscono all'insieme un'ampia spazialità.La facciata interna presenta 5 dipinti di Giovan Battista Lama (XVIII sec.), discepolo di Luca Giordano.
Il pavimento è formato da maioliche dell'inizio del '700, della scuola napoletana dei Giustiniani. Nelle cappelle laterali vi sono altari in marmo policromo del 1757.Nella fascia superiore della navata vi sono 12 tele del 1701, firmate da Pietro Di Martino, seguace di Luca Giordano, che rappresentano Scene della vita di S. Benedetto.
Sull'Altare maggiore, settecentesco, c'è la pala del Martirio di S. Biagio, attribuito di recente a Giovan Battista Graziano, un pittore aversano del '500. Il baldacchino che sovrasta l'opera è del XVIII secolo. Nella I cappella a sinistra, sull'altare, c'è la tavola della Pentecoste attribuita a Marco Pino da Siena (tardo '500).Nella IV cappella a sinistra, dedicata a S. Biagio, che è la più ricca della chiesa, c'è la statua lignea di S. Biagio del XVI secolo e ai lati e nella volta tavole del XVIII secolo raffiguranti la vita del Santo.
La V cappella a sinistra contiene un S. Mauro che benedice gli storpi, opera di Giovan Battista Lama. La IV cappella a destra è intitolata al Crocifisso, raffigurato da una scultura in legno bianco della fine del '600. Nella VI cappella a destra c'è la pala dell'Assunzione di Maria firmata da Andrea Vaccaro (XVII sec.), allievo di Girolamo Imparato.
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