Comune di Massa Lubrense


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Comune di Massa Lubrense


Massa Lubrense (Napoli)


La mitezza del suo clima e la sua strategica posizione, ne fecero già in tempi lontani un luogo affascinante, tanto che si può dire, che già allora la città era nel suo piccolo "bella tusticamente", perché ospitante patrizi romani del tempo.. Testimonianza ne sono i ruderi di ville sontuose e i molti toponimi derivati dai proprietari delle medesime. 

Probabilmente sparsi gruppi di trogloditi abitarono le caverne della zona già in età preistorica. Con le prime civiltà vi presero piuttosto effimera dimora frange di popoli italici, quali Ausoni ed Osci, i cui insediamenti furono in seguito ricacciati verso l'interno da popolazioni greche, Teleboi in particolare, che vi portarono il mitico culto delle Sirene. Il luogo prese nome Sirenusion, mutato poi in Athenaion, più squisitamente religioso, per il contatto con civiltà ellenistiche più avanzate, quando un tempio dedicato ad Athena fu edificato sull'estrema punta della Penisola. Per i Romani fu pertanto il Promontorium Minervae, che mancante di un retroterra di ampio respiro rimase per secoli scarsamente abitato. Tuttavia ad iniziare dall'Alto Medioevo ebbe una certa importanza strategica. 

La presenza longobarda (sec. VI) la considerò una mansa a significare terra fertile atta alle colture, donde tempo dopo (nel 938) il nome di Massa Publica, che fece passare in secondo piano il termine geografico di promontorio per mettere in risalto non tanto l'aspetto sociale quanto sopravvenute identità economiche e la costituzione di un'ampia area demaniale nel ducato sorrentino. Sotto gli Svevi iniziò la sua emancipazione da una lunga condizione di vassallaggio, costituendosi in municipio e sede vescovile. I suoi cittadini, in prevalenza ghibellini, provocarono la rappresaglia di Carlo d'Angiò, che ne reincorporò il territorio in quello di Sorrento nel 1273.  Intorno al 1300 compare il nome Massa Lubrense, per lubrensis in luogo di publica, di chiara derivazione da delubrum, il tempio cristiano sorto nei pressi della marina di Fontanella. Insieme con il nuovo attributo la municipalità assunse a suo stemma l'effigie della Madonna detta appunto della Lobra. Seguirono confuse e sconvolgenti vicende fino al 1463, anno in cui Ferrante d'Aragona, dopo un assedio di due anni espugnò il borgo fortificato dell'Annunziata, sede del vescovo e dell'autoritò civile. 

Nel 1465 l'intero centro abitato, il castello e gran parte della mura furono rasi al suolo. La quasi totalità dei cittadini si sparpagliò nei piccoli casali già esistenti sul territorio che, così incrementati, diedero vita alle odierne frazioni del Comune. Sotto il vicereame spagnolo si ebbero anni oscuri di decadenza morale e civile e momenti di gravi disagi per le frequenti incursioni di pirati saraceni, che nel 1558 vi compirono stragi orrende, saccheggi e deportazioni.

Nel 1656 la peste scoppiata a Napoli qualche anno prima raggiunge le estreme contrade mietendo centinaia di vittime anche in Massa Lubrense. Nell'epoca borbonica Massa, come tutto il Napoletano, si avvantaggiò del progresso dei tempi. Accanto all'antica civiltà contadina e a un florido nascente artigianato fiorì un intenso commercio marittimo che fece della Lobra uno dei centri costieri più importanti della Penisola Sorrentina.

Nonostante la precarietà di adeguati impianti portuali, l'intelligenza e la perseveranza dei marinari lubrani riuscirono a tener su una flotta di "barche", considerevole per numero e capace di coprire lunghe distanze nell'area tirrenica e del Mediterraneo Centrale, dove esportavano prodotti agricoli, bestiame e opere di artigianato, importandone materie prime e generi di consumo. 

Particolarmente intenso fu il commercio con la capitale, Napoli, dove un intera zona portuale fu chiamata "Porta di Massa".Alla buona condizione dell'economia massese di quell'epoca contribuì l'allevamento dei bachi da seta e l'attività artigianale connessa, vale a dire la tessitura di fettucce e guarnizioni per l'industria manifatturiera delle città.  Massa Lubrense ebbe parte di prima importanza nelle altalenanti vicende successive alla caduta della Repubblica Napoletana, alla quale aveva dato un pesante contributo di partecipazione e di sangue nel 1799.

Le due guerre mondiali del sec. XX videro il sacrificio di circa duecento giovani soldati di terra e di mare. E' da dirsi infine che massicce emigrazioni verso le Americhe e la Nuova Zelanda, provocate dall'accrescimento demografico e da forti ristrettezze economiche, crearono larghi vuoti nella popolazione a partire dall'ultimo decennio dell '800 e fino al secondo dopoguerra. Oggi, lontani ormai più di due secoli, il notevole sviluppo delle strutture turistiche affianca la rinomata industria casearia e un'agricoltura ancora prospera che offre prodotti di eccellente qualità (olio e limoni in prevalenza). 



Info utili:
Numero telefonico Comune:081.8789083
Sito ufficiale: www.comune.massalubrense.na.it

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