Chiesa del SS. Crocifisso


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Chiesa del SS. Crocifisso


Salerno (Salerno)


La chiesa oggi nota come del Santissimo Crocifisso, in quanto ospita la parrocchia omonima già istituita nella chiesa del monastero di San Benedetto, è l'antica sede dell'altra parrocchia di Santa Maria della Neve, detta anche di Portanova, che, prima della soppressione avvenuta fra il 1618 e il 1626, estendeva il proprio territorio oltre le mura orientali, fino al corso dell'Irno. La sua prima notizia giunta fino a noi è del febbraio 1140, quando Romoaldo, figlio del conte Landone, ne dona all'arcivescovo parte del patronato. 
Adiacente al lato meridionale della chiesa insisteva il monastero delle clarisse di Santa Maria della Pietà, poi detto della Piantanova, del quale la prima notizia giunta fino a noi è del 7 giugno 1450, quando Caterina Damiano, monaca sagrista di San Giorgio, lo nomina nel proprio testamento.

Nel corso della visita pastorale del 17 maggio 1574 prende corpo il progetto, forse già nell'aria da qualche tempo, di annettere la chiesa parrocchiale al monastero nell'ambito del progetto di riqualificazione di quest'ultimo; ma tanto non avrà una rapida attuazione, poiché la chiesa è visitata ancora quale sede parrocchiale fra il 1575 e il 1598. Soltanto il 14 dicembre 1604 troviamo la parrocchia ospitata presso la chiesa di San Pietro in Vinculis, trasferita dalla chiesa di Santa Maria della Neve che fu concessa al monastero edificando, come si precisa nel 1613. Nel 1618 il cappellano di San Pietro in Vinculis, interrogato sulle entrate della chiesa, dichiara che il monastero di Santa Maria della Pietà paga otto ducati annui per la concessione della chiesa anticamente parrocchiale.

Il 15 aprile 1622 l'arcivescovo Lucio Sanseverino dispone che le clarisse del Santa Maria della Pietà, nel corso dei lavori ospitate presso il Santa Maria Monialium, possono far ritorno nella propria sede ampliata e restaurata.
Il monastero è soppresso nel 1866. I locali sono adibiti in parte ad abitazioni private, in parte a sede del brefotrofio provinciale; la chiesa rimane nella disponibilità del comune che, con istrumento del 12 agosto 1878, la cede, quale sede provvisoria, al parroco del Santissimo Crocifisso sfrattato dallo stesso comune, poco meno di dieci anni prima, con ordinanza del 7 ottobre 1868, dalla chiesa dell'ex monastero di San Benedetto che era stata consegnata all'amministrazione militare.

La facciata della chiesa è stata realizzata negli anni cinquanta del Novecento dopo un precedente e discutibile intervento del 1928 posto in essere contestualmente alla creazione della piazzetta antistante. Lungo la parete esterna prospiciente la via dei Mercanti si scorgono le tracce dell'edificio originario: la muratura, le mensole, le monofore a conci e mattoni sormontate dagli spioventi del tetto della navata di sinistra.

L'interno si presenta a pianta basilicale a tre navate scandite da due ordini di archi a tutto sesto in muratura listata, sorretti da sei colonne di spoglio con fusti e capitelli diversi. Al di sopra del colonnato, appaiono raffigurazioni di santi e sante francescani, eseguite quando la chiesa fu annessa al monastero delle clarisse. Il lato nord dell'aula è leggermente maggiore di quello sud, per cui la chiesa risulta leggermente inclinata; una lieve pendenza si ha anche fra la quota delle absidi e quella dell'ingresso. Nell'abside centrale un grande mosaico, realizzato nel 1961, riproduce l'affresco della Crocifissione che si trova nella cripta. Nell'abside di destra, al di sotto dell'altare, affreschi del XVI-XVII secolo raffigurano San Clemente martire, Santa Paolina vergine e San Cassiano martire; sotto di essi sono esposte le rispettive reliquie.

Dalla navata di destra si accede alla sottostante cripta, recuperata soltanto nel 1950 pur se ne era già nota l'esistenza, essendo documentata fin dal 1515. Essa presenta, come la chiesa superiore, una pianta basilicale a tre piccole navate separate da archi con volte a crociera e chiuse da absidi semicircolari. Sulla parete occidentale, di fronte all'abside centrale, si osserva il grande affresco raffigurante la Crocifissione, databile tra il XIII e XIV secolo; esso è un documento unico a Salerno, testimonianza della ricchezza di riferimenti culturali che fecero grande l'arte fiorita alla corte dei d'Angiò a Napoli e nel Principato. Nell'abside di destra un altro affresco di fattura simile, ma forse posteriore, propone un trittico di santi racchiusi in archi e separati da colonnine: San Sisto papa al centro, San Lorenzo a sinistra, un altro Santo Pellegrino a destra.

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