Citta' di Paestum


Paestum - 84047 Capaccio (Salerno)
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Citta' di Paestum


Capaccio (Salerno)


Scrivere la storia di Paestum, anche se in breve, ´┐Ż sempre molto difficile. Resta compito e materia esclusiva, a parere, degli archeologi e degli studiosi. Per i turisti riteniamo di poter esporne, peraltro senza pretesa di far testo, le nozioni pi´┐Ż semplici.

La "Piana di Paestum" cos´┐Ż i nostri ascendcnti chiamavano l´┐Żestensione pianeggiante dai piedi della collina al mare, e le retrostanti alture di Capaccio erano abitate gi´┐Ż nella preistoria; oltre alla Necropoli di Gaudo, ne abbiamo testimonianze riferibili anche all´┐Żet´┐Ż paleolitica e neolitica. A maggior ragione il territorio, verso la met´┐Ż del VII secolo a.C. non poteva non presentare nuclei di abitanti locali i quali, evidentemente non organizzati, non seppero, opporsi all´┐Żarrivo di coloni greci (achei provenienti da Sibari come dicono i pi´┐Ż).

I Greci, forti forse di precedenti frequentazioni ('cognizioni sulla pianura, dopo essersi assicurati un avamposto fortificato in vicinanza del mare, vi fondarono intorno al 600 a. C una citt´┐Ż che chiamarono Poseidonia in onore del dio del mare.I Posidoniati edificarono contemporaneamente un santuario (Heraion), poco pi´┐Ż a nord, nei pressi della foce del Sele oltre che per il culto della loro Hera di Argo, probabilmente per strategia difensiva nei confronti degli Etruschi che si erano gi´┐Ż insediati al di l´┐Ż del fiume nell'agro picentino e che costituivano pericolo di potenza pi´┐Ż vicina ed evoluta.

Questo santuario divenne famoso in tutto il mondo greco tanto che entr´┐Ż nel mito e, come narra Strabone, se ne attribuiva la fondazione a Giasone con i suoi Argonauti. Poseidonia, difesa da mura poderose (le pi´┐Ż imponenti e meglio conservate dell´┐Żantichit´┐Ż), man mano rafforzate, con quattro porte ai punti cardinali, grazie alla felice posizione geografica aperta alle vie di traffico, ai corsi d´┐Żacqua od alla fertilit´┐Ż del suolo, raggiunsein breve tempo ´┐Ż nell´┐Żet´┐Ż classica - un notevole grado di ricchezza e di conseguente fervore artistico culturale che culmin´┐Ż nel giro di un secolo circa nella costruzione di tre splendidi templi dorici, eredit´┐Ż impareggiabile di tutta la civilt´┐Ż greca.

La magnificenza di questa colonia suscit´┐Ż presto mire di conquista nei Lucani, popolazione italica dell'interno, che la occuparono intorno al 400 a.C. mutandone il nome in Paistom. I Lucani, pur non raggiungendo il livello culturale del periodo greco, vi continuarono attivit´┐Ż civili e militari a lungo, tranne una breve parentesi in cui i Greci d´┐Żltalia, confederati sotto la guida di Alessandro il Molosso, zio di Alessandro Magno, li sconfissero in una battaglia proprio presso Poseidonia nel 332 a.C. Ne riprendono possesso nel 326 a.C. in seguito alla battaglia di Pandosia in cui mor´┐Ż Alessandro.

Ben altra potenza intanto andava espandendosi lungo la Penisola: Roma. Divenuta incontrastata padrona di queste regioni, dopo la guerra contro Pirro, nel 273 a.C. Roma vi fond´┐Ż una colonia latina e diede alla citt´┐Ż il nome Paestum. Il senato romano ebbe sempre in grande considerazione questa citt´┐Ż perch´┐Ż ne aveva avuto aiuti, soprattutto in vettovaglio, durante la guerra contro Annibale.

I Romani arricchirono la citt´┐Ż di grandi edifici tra cui il portico del Foro, le terme, l´┐ŻAnfiteatro ed il cosiddetto Tempio della pace. Paestum prosper´┐Ż fino al tardo impero; per le mutate esigenze politiche di Roma, rivolte verso l'Oriente, come molti centri costieri, la citt´┐Ż comincio a cadere in una crisi irreversibile fino a che i suoi abitanti si ridussero ad una esigua comunit´┐Ż, convertita al Cristianesimo, concentratasi nelle vicinanze del Tempio di Cerere, mentre altri salivano le colline vicine per sfuggire alla malaria che vi si era diffusa nonch´┐Ż alle incipienti incursioni dei Saraceni.

Si spiega cos´┐Ż il sorgere di' una citt´┐Ż in collina che, nel medioevo, tra il IX ed il XIII secolo, ebbe importanza commerciale e strategica specialmente durante il periodo imperiale di Federico II, e che sostitu´┐Ż ed assunse quasi quello che era il ruolo di Paestum nell'antichit´┐Ż. Questa citt´┐Ż ebbe il nome di Caput Aqu´┐Żs perch´┐Ż sovrastava le ricche. sorgenti di Capodifiume, gi´┐Ż sede di culti nel periodo greco e romano, e oggi ricordata dai locali cittadini col nome 'Capaccio Vecchio".

In seguito alla partecipazione alla congiura dei baroni contro il grande imperatore, Capaccio fu assediata da Federico II che la espugn´┐Ż e distrusse nel 1246. Dopo l´┐Żabbandono, di Paestum non si parl´┐Ż pi´┐Ż per secoli pur se i suoi templi si ergevano sempre solenni tra la fitta vegetazione e ben visibili dal mare. Un p´┐Ż di merito per la riscoperta va ascritto a scrittori e poeti del '500 e 600 che, con le loro citazioni su monumenti e caratteristiche del luogo, ne risvegliarono interesse e curiosit´┐Ż.

Ma la "riscoperta" vera e propria ha inizio nella prima met´┐Ż del '700 quando scrittori, poeti ed artisti di molte nazionalit´┐Ż (tra i quali Goethe, Shelley, Canova, Fininesi) cominciarono a frequentare e ad interrogare le vestigia della rinomata citt´┐Ż greca - moda conosciuta sotto il nome di"Grand Tour" - diffondendone la fama per tutta Europa. L'effetto immediato di questo fenomeno condizion´┐Ż tutta la cultura europea, infatti ´┐Ż facilmente riscontrabile che tutta l'architettura neoclassica, non solo del vecchio continente ma persino di quello americano, ´┐Ż stata influenzata dallo stile dorico dei templi di Paestum. Il fatto ´┐Ż stato evidenziato recentemente da una mostra che ha viaggiato dall´┐ŻAmerica all'Italia sotto il significativo nome "La fortuna di paestum".

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