Comune di Francolise


- 81050 Francolise (Caserta)
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Comune di Francolise


Francolise (Caserta)


Il comune di Francolise si trova a ridosso della S.S. n. 7 Appia, dista circa 30 km. da Caserta.
Centro prevalentemente agricolo, dedito alla produzione in serra di ortaggi, con grossi fondi dediti alla frutticoltura, ma soprattutto noto per i suoi oliveti impiantati sin dal tempo della conquista romana dell' Ager Calenus.

La villa romana di "S. Rocco", aperta al pubblico, grazie ad una convenzione tra la Sovrintendenza Archeologica per le Province di Napoli e Caserta ed il Gruppo Archeologico Napoletano sezione Agro Falerno-Caleno, nella prima domenica e nel terzo sabato di ogni mese.
Sono possibili, con prenotazione, anche visite straordinarie per gruppi di almeno 10 persone.
Nello stesso Comune esiste un Castello medievale con il suo borgo.

In prossimità delle mura la chiesa di S. Andrea del Pizzone la chiesetta di S. Maria delle Grazie, con campanile centrale, racchiude nell' abside dipinti del tredicesimo secolo. Nel vicino borgo di Montanaro si può ammirare lo splendido palazzo baronale dei De Renzis. Da qui, gli appassionati di natura possono seguire il percorso Montanaro-Monte Maro-Acquavivola attraverso boschi di macchia mediterranea. 

Nella Frazione Ciamprisco una chiesetta del tredicesimo secolo, reca alla base grossi blocchi, provenienti da un monumento funerario romano.
Inoltre, nel territorio, ormai in disuso, esiste la famosa fonte Calena.

Le prime notizie storiche su Francolise sono quelle fornite da Leone Ostinense, che descrive di un piccolo centro abitato da sole 12 famiglie chiamato "Thenimentum Franchi Aulusianum" situato intorno al campo "Manutianum" ove in seguito sorgerà il castello.

Di tale villaggio oggi non si hanno più tracce, ma che la zona fosse abitata in epoca più remota risulta dai ritrovamenti archeologi di una antica villa- contadina, da vasellame, in alcune tombe scoperte recentemente e che risalgono ad epoca preromana, testimonianza di insediamenti contadini evoluti ed agiati.

Non lontano del resto dall'antica Capua e Cales, Scipione l'Africano e i reduci della campagna d'Africa avevano dato vita alle colture intensive della circostante campagna Calena. Apprendiamo da Leone Ostiense che già all'epoca del massimo splendore di Capua famose erano le terme Calene e sembra che Francolise fosse circondata dalle ville patrizie sia di Capua che di Cales.

Di Francolise ci parlano altri storici importanti quali Mommsen, Cappelli, Daniele, Castaldi, Minieri, Riccio, Paolo Diacono.Sembra che Francolise sia sorta tra il VII e l'VIII secolo dopo Cristo dalle rovine dell'antica Cales.Certi si è che al tempo dei romani ove oggi sorge il castello, esisteva un tempio a Giove e una serie di templi a Diana, Venere Giovia e a Mercurio.

Avanzi ed epigrafi dei tempi romani (a cui si interessò particolarmente il Mommsen) furono trovati nel secolo scorso a Francolise e nelle sue vicinanze, mentre alcuni resti della porta aura sono conservati nel museo archeologico di Firenze, alcune però dallo stesso Mommsen furono ritenute spurie.

L'Erchemperato nell'861 parla di una battaglia tra capuani e beneventani nel corso della quale venne catturato Landolfo nipote di Pandolfo I' e che alcuni cavalieri superstiti avessero chiesto al principe Aloisi asilo per sfuggire ai beneventani.

Allorquando nell'833 cominciarono le incursioni dei Saraceni, gli incendi di Capua, Cales, le devastazioni del beneventano, costrinsero gli abitanti della pianura a cercare rifugio sui monti e così Francolise cominciò a popolarsi (processo avviato nell'alto Medioevo e proseguito a ritmi più intensi nei secoli VIII e IX). La città assunse una forma esagonale, la cui pianta è conservata nella Bibliotheque Parisienne del Louvre. 

La storia di Francolise da questo momento si confonde con quella della contea di Capua e s'inserisce nelle lotte fratricide, per mezzo delle quali la cittadina campana perviene Signoria di Benevento e Salerno.

Morto Pandolfo nell'863 nella lotta contro Guaiferio di Salerno, la contea di Francolise con la contea di Capua viene assegnata a Landolfo II figlio di Landolfo I e nipote di Pandolfo, il quale per sfuggire alle vessazioni dello zio fu costretto ad allenarsi con i Longobardi di Benevento e con la forza occupò Suessola, Caserta e Galazia insieme al fratello Landolfo.

Intervenuto nella questione il duca Attanasio di Napoli, la contea di Francolise viene assegnata a Landone III (882-887) che a causa della malferma salute si ritirò a Teano, nominando vicario suo fratello Landolfo. Alla morte di Londone, Pandolfo Capo di Ferro, pare sia stato investito della contea di Francolise e fu durante questo periodo che Slavi, Saraceni, Longobardi e Bizantini devastarono il principato di Capua e la contea di Francolise.

Dopo alterne vicende la contea di Francolise conquistò l'indipendenza sotto Landolfo IV e dall'imperatore Ottone II ottenne di costituirsi in vero e proprio principato.Vita intensa ebbe in quel periodo e assurse a massimo splendore soggiogando Napoli, Gaeta, Caserta e Cassino. 

Nel 1047 sotto Pandolfo IVil normanno Riccardo Drengot toglieva allo stesso il possesso di Francolise e lo assicurava ai suoi successori. Nel 1141 Corrado il Salico per mezzo dell'imperatore Enrico IIdona a Guglielmo-Lauro Sanseverino, detto Braccio di Ferro, la contea di Francolise quale dote di nozze della figlia Costanza, nata dal suo matrimonio con Maria Drengot. 

Successore di Guglielmo fu Roberto che consolidò la potenza militare e politica della contea, combattendo e vincendo i Greci e i Longobardi a Calvi. Di la poco acquistò la signoria di Calvi iniziando un periodo al dir poco superbo.La figlia Giuditta esaudendo le preghiere della Badessa del monastero di S. Giovanni di Capua, nel 1153 dona il feudo di Sparanise con i fratelli Giovanni e Pietro D'urso, abitanti del casale di S. Angelo in Formis per rogito del notar Pietro Diacono di Montecassino.

Nel 1175 a Roberto succede Ruggiero, che per i servizi resi al re Ruggiero IIe per il valore dimostrato in guerra viene nominato Gran Contestabile e Gran Giustiziere di Puglia, Molise e terra di Lavoro, raggiungendo in breve una posizione di primo piano tra i feudatari del regno di Sicilia. Alla morte Roberto gli succede il figlio Riccardo che si schiera con Ruggiero IIdi Altavilla e nel 1191 batte Enrico di Kaden.

Inviato da Enrico VIdopo averlo fatto prigioniero lo fa giustiziare a Teano ed ottiene dallo stesso re Ruggiero IIle contee di Capua e Caserta. Nel 1193 Enrico VIinvia le truppe al comando di Bertoldo di Kunisberg che sconfiggono Riccardo e saccheggiano Terra di Lavoro, Acerra e Valle di Maddaloni.

Dopo i primi successi, secondo l'anonimo cassinese, sposa nel 1193 la vedova del conte di Francolise e muore senza lasciare eredi. Tancredi di Puglia raduna un forte esercito e sottomette Francolise, Capua, S. Agata, Valle, Maddaloni e Telese. D. in sposa la contessina Fernanda al Principe di Caiazzo che diviene signore di Francolise.

I conti normanni pur alternando il soggiorno a Francolise e Napoli per affari militari e politici, dovettero dare notevole impulso all'organizzazione civile, preparando ad uno sviluppo edilizio ed urbanistico che esploderà nel periodo svevo-angioino, del quale più larghe tracce rimangono ancora.

Nella scuola di Lettere sorta all'ombra del castello, dovettero formarsi i notai e gli scriptores, redattori degli atti della II metà del XII secolo, raccolti alla presenza dei giudici e dei probi viri. Alla morte dell'imperatore Enrico IV la contea di Francolise si schierò apertamente con Federico II di Svezia, ostacolando la marcia verso Napoli di Ottone Brunswich, rimanendo fedele alla causa sveva anche in seguito. 

Quando infatti il giovane Corradino venne privato del trono da Manfredi e tentò di riprenderselo la contea si schierò con lo svevo ma Carlo d'Angiò riuscì a batterlo saccheggiando e massacrando i nobili tra cui Corrado Rebursa, nipote di Riccardo Rebursa di Aversa. Morto Riccardo Lauro, principe di Caiazzo gli succede il figlio Corrado, ancora troppo giovane, assistito dalla nonna Siffridina Sanseverino. 

Avuta notizia il Carlo d'Angiò di movimenti a lui contrari, nell'agosto del 1268 fa imprigionare Siffridina ed invia Corrado al Castel del Monte. Confiscò la contea e l'assegnò temporaneamente a Guglielmo di Belmonte, grande Ammiraglio del Regno.



Info utili

Numero telefonico Comune: 800.272731 

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