Comune di Cairano


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Comune di Cairano


Cairano (Avellino)


La citt� costituiva il naturale passaggio che metteva in comunicazione la valle dell�Ofanto con quella del fiume Sele e quindi univa il litorale adriatico a quello tirrenico. Dalla sua posizione dominante il paese, che conserva ancor oggi il caratteristico aspetto del borgo di et� medioevale con le abitazioni addossate fra di loro e le strette vie con andamento a spirale, sovrasta il fiume e ne controlla in parte il fondovalle.

Proprio questa sua posizione giustifica la presenza nel suo immediato territorio di abbondanti materiali archeologici che testimoniano come la zona fosse frequentata gi� dalla prima et� del Ferro. A questo periodo sembra infatti risalire una necropoli esplorata anni fa in localit� Vignale.

Le tombe, che vanno dagli inizi del IX secolo a.C. agli inizi del VI, erano del tipo ad inumazione in fossa di forma rettangolare con copertura di pietra e di ciottoli fluviali e restituirono ricchi corredi funerari con oggetti metallici in bronzo ed in ferro, vasellame d�impasto nelle forme indigene di produzione locale, vasi di bucchero, ceramica di tradizione ionica, ceramica a vernice nera e ceramica prodotta nella vicina mea lucana ed in quella pugliese.

A nord-ovest della contrada Vignale, in localit� La Serra, sul declivio della collina detta del Calvario si � rinvenuta una seconda necropoli a cui sono collegati i resti di un abitato arcaico, distinto dall�area funeraria da un fossato scavato profondamente nel terreno. Le tombe sono anche qui del tipo a fossa con corredi composti da ceramiche di produzione locale in associazione con armi ed oggetti di importazione di derivazione greca ed etrusca.

Interessante � l�abitato del VI secolo a.C., che risulta costituito da un complesso di strutture in ciottoli sferoidali messi in opera a secco con originariamente sovrapposte pareti alzate in mattoni crudi. Gli edifici definiscono un�area interpretata quale luogo di incontro dei ceti dominanti ed a cui � annessa una zona con ambienti adibiti a magazzini e dotati di grosse giare (pithoi) infisse nel terreno per la conservazione delle derrate.

Nel V secolo a. C. il nucleo abitato viene improvvisamente abbandonato ed in un suo settore fra il IV ed il III secolo a.C. viene impiantato un piccolo insediamento lucano. Altre sepolture dell�et� del Ferro provengono dalla localit� Cannelicchio, dove ceramiche ed oggetti metallici sono riferibili alla Cultura delle tombe a fossa. In et� romana il sito faceva parte del territorio della citt� di Compsa e reperti del periodo compreso fra I secolo a.C. e VI d.C. sono stati rinvenuti sporadicamente nelle localit� Ischia della Corte, Rasole, nei pressi della stazione ferroviaria e lungo il fondovalle ofantino.

L�attuale nome del paese, conosciuto anche nella variante di Cariano, deriva secondo alcuni studiosi dai termine carjano (monte di Giano). Come Costellum Carissanum il centro � invece citato per la prima volta in un documento del 1096, quando papa Urbano II invi� ad Alfano, arcivescovo di Saluto, un elenco delle localit� con le rispettive chiese che formavano l�arcidiocesi conzana. Certamente il centro in et� longobarda doveva costituire un castrnun militare posto sulla collina a difesa della valle sottostante e segui le vicende storiche della vicina Conza fino al 1676.



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