Comune di Carife


Carife - 83040 Carife (Avellino)
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Comune di Carife


Carife (Avellino)


Non ci sono pi� dubbi ormai sull�identificazione del vasto territorio compreso tra Carife e Castelbaronia con Romulea, citt� citata da Livio nel racconto delle operazioni belliche che riguardano gli anni immediatamente successivi al 298 a.C., durante la terza guerra sannitica.

La zona risulta essere stabilmente frequentata dalla seconda met� del VI agli inizi del III secolo a.C., periodo a cui si riferiscono una serie di insediamenti della trib� dei Samnites-Hirpini, che ordinati in villaggi separati fra di loro, ma posti a breve distanza, costituivano l�area della citt� sannitica distrutta dalle legioni romane di P. Decio Mure.

Necropoli, dalle cui tombe monumentali e principesche stuccate e decorate internamente provengono ricchi corredi con ceramiche importate dalle coste della Magna Grecia e preziosi oggetti ornamentali in bronzo, ferro ed argento, sono state esplorate finora nelle localit� Addolorata, Piano la Sala, Oliveto, Pian dell�Occhio, Vallone di Pale, Monte Romolo, Cerrito, S. Martino, Fossi delle Ceneri, Costa Romana e Seriella.

Nelle stesse contrade sono presenti fornaci per la produzione di laterizi e ville rustiche con strutture murarie e pavimenti musivi di et� romana, un tempio di et� ellenistica, tracce di edifici pubblici di et� imperiale, villaggi di epoca bizantina presso il campo sportivo e Fossa delle Ceneri, ed estese aree di frammenti fittili.

Iscrizioni latine, edicole funerarie ed una grande quantit� di materiale archeologico viene poi continuamente recuperato dalle campagne circostanti l�odierno nucleo urbano, a conferma di un'ininterrotta continuit� di vita dal VI secolo a.C. al VI secolo d.C. Solo pochi frammenti di vasi ad impasto attestano fra l�altro la presenza di un�area abitata nel periodo iniziale dell�et� del bronzo (1800-1600 a.C.).

Le origini del toponimo attuale del paese sono da ricercare secondo la storiografia locale nel greco Kal� Yfe (lett. bel sito, luogo in bella posizione), da cui il latino Callifae e quindi per normale trasformazione fonetica Carife. Il borgo appare citato per la prima volta nella seconda met� dell�XI secolo come possesso di Gradilone, figlio di Riccardo de Formia, principe di Capua e nipote di Roberto il Guiscardo.

Nel 1122 il signore di Carife Riccardo Guarino, ucciso nello stesso anno durante la rivolta antinormanna di Flumeri. Dal Catalogo dei Baroni sappiamo che fra il 1140 ed il l 150 feudatario del centro era Riccardo Il Guarino de Formari, il quale invi� da questa terra alcuni armigeri alla spedizione in Tema Santa organizzata da Guglielmo II il Buono per la conquista di Gerusalemme. Successo poi Raggiero, Roberto (1190) e Riccardo Benedetto de Formari, il quale tenne il feudo fino al 1266, anno della venuta nel Regno di Carlo d�Angi�.

Nel 1267 gli Angioini ne fecero dono al cavaliere Provenzale de Bruveriis, a cui presto seguirono Ada de Bruveriis (1269), Giovanni Scotti, Ugo Scotti e Marco Aiossa (1314). Roberto d�Angi� concesse il �Casale Carife� nella prima met� del XIV secolo alla moglie, regina Sancha, che lo vendette nel 1343 al conte Raimondo Del Balzo, Gran Camerario del Regno. Nel 1375 pass� in via matrimoniale a Nicola Orsini, dal quale l�ebbero Pietro Macedonio (1390), Raimondello Orsini (1400), Giovanni Antonio Del Balzo Orsini (1416) e Maria Donata Orsini (1454), moglie di Pirro Del Balzo.

Costui dopo la fallita congiura dei Baroni venne privato del feudo, che Ferdinando d�Aragona affid� nel 1497 a Giovanni Borgia d�Aragona, duca di Candia. Nel 1507 Ferdinando il Cattolico diede il paese al capitano spagnolo Consalvo Fernandez de Cordova, al quale nel 1517 successe la figlia Elvira, che a sua volta lo cedette in cambio di altre rendite feudali e Francesco Como.

Al ramo napoletano dei Como il feudo appartenne con Giovanni Angelo (1529), Francesco (1571) e Lucrezia (1581), dalla quale lo ricevette nel 1588 Laudonia Como, moglie di Fabio Capece Galeota, signore di Sorbo Serpico. Quest�ultimo alien� Carife nel 1595 per circa ventimila ducati ad Ottavio d�Aquino, ma tale vendita a causa dei molteplici creditori del Capece fu annullata dal Gran Consiglio di Napoli, per cui ne divenne marchese nel 1597 Ascanio Como.

Passato nel 1602 ad Alfonso Braida, primo conte di Carife dal 1605, il feudo fu nel 1621 acquistato da Giovanni Nicola Buongiovanni, seguito nel 1626 dal marchese di Pietrastornina, Antonio Mirobello, e nel 1631 dal principe di Castellaneta, Cesare Mirobello, che lo alien� a Carlo Vecchione. Costui amministr� il paese fino al 1646, anno dell�acquisizione della signoria da parte di Laura Ciaccio, vedova del beneventano Francesco Capobianco.

Alla morte della madre, avvenuta nel 1649, eredit� le tane il figlio Antonio Capobianco,marchese di Carife dal 1667. Alla famiglia Capobianco il paese rimase in possesso sino all�abolizione della feudalit� (1800 attraverso i nobili Domenico (1672), Giuseppe (1684), Saverio Felice (1735), Giovanni I (1788), Raffaele (1800) e Giovanni II Capobianco (1806).

Ai moti reazionari del 1820 i carifani parteciparono con l�apertura della vendita denominata �L�Amore della Patria�, che aveva per gran maestro il rivoluzionarie Tommaso Santoro, condannato poi all�esilio a vita dalla Gran Corte Criminale di Avellino. L�abitato ha subito notevoli danni in seguito agli eventi sismici 1688, 1694 e 1732.



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