Comune di Lacedonia


- 83046 Lacedonia (Avellino)
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Comune di Lacedonia


Lacedonia (Avellino)


Resti di armi in rame dimostrano che Lacedonia ha le sue origini nell�et� neolitica.Le testimonianze certe della sua antichit� risalgono al 293 a.C..In localit� detta Chiancarelle, fu combattuta la battaglia decisiva della terza guerra sannitica e la formidabile Legione linteata fu annientata dai Romani. Il Corso Aquilonese, sua strada importante, ne richiama l'antico nome.

Sotto Roma, era un importante Municipio, come attestano le lapidi trovate sul posto, stele, monete, ricordi funerari, un tempio alla dea Iside, sulle cui rovine fu costruita la chiesa di Santa Maria della Cancellata; la citt� aveva la piscina, le terme, l'anfiteatro, lavatoi, giardini pubblici, una fornace e, in localit� Capi dell�acqua, una mutatio (stazione destinata al cambio di carri e cavalli). La via principale del paese � chiamata Corso Augustale in memoria dell'imperatore Augusto. Con l'avvento del Cristianesimo, Lacedonia fu possesso dei monaci benedettini, ai quali era stata donata dall'imperatore Giustiniano nel 5 I 7 d.C.

Pass� sotto il dominio dei Longobardi, dei Conti di Conza, dei Normanni; fu feudo dei Balbano, casato spodestato da Carlo d'Angi�, re di Napoli. In seguito, pass� agli Orsini, principi di Taranto e Gabriele Orsini ricostru� la citt� distrutta dal catastrofico terremoto del 5 dicembre 1456. 

Fu teatro, nel 1486, della famosa Congiura dei Baroni. Baldassarre Pappacoda, proprietario del castello nuovo (1501), fu sepolto nella Cattedrale insieme con la moglie Donna Cornelia D'Accio.

I Pappacoda tennero il feudo fino al I566, quando fu venduto ai Doria, signori di Melfi, che vi rimasero fino al 1806 anno in cui Napoleone Bonaparte sanc� la fine del Feudalesimo.Nel I 820, in localit� �La Tagliata�, fu rinvenuta una 'scure consolare".Nel 1841, Don Vincenzo Franciosi fece demolire l'antico arco gotico, situato presso l�Episcopio.

Nel 1859, Don Vincenzo Palmese, fratello del Canonico Pasquale, port� a termine costruzione del Carceremandamendale. Dopo il 1860, nel territorio di Lacedonia, operarono briganti tristemente noti, quali Petrozzi, Marciano Lapio, Caruso, Sacchitiello, Crocco, Ninco Nanco.

Il 17 gennaio 1875 il Collegio di Lacedonia elesse suo deputato, al terzo ballottaggio Francesco De Sanctis; un'ampia piazza, un austero monumento, una spaziosa strada il glorioso Istituto Magistrale incarnano e testimoniano l'azione e il pensiero del sommo critico e maestro. Era sindaco di Lacedonia il dott. Vincenzo Saponiero. Nel 1912 comparvero le prime automobili. Nel 1924 fu realizzata la pubblica illuminazione dal Cav. Gerardo Alfonso Vigorita.

Nel 1930, un violento terremoto ridusse il paese in macerie; parte della popolazione trov� alloggio in file regolari di casette asismiche, che sono state sostituite (2001) da abitazioni moderne, in concomitauza con l'opera di ricostruzione successiva al sisma del 23 novembre 1980. Fino al secondo dopoguerra Lacedonia � stata capoluogo di mandamento e del colle­gio elettorale omonimo.

A Lacedonia operarono, con impegno civile, etico e politico, l'illustre meridionalista Manlio Rossi Doria, senatore di Sant'Ange�o dei Lombardi e Nicola Vella, primo sindaco democratico del paese (1946).

Negli anni '50 Lacedonia, sorretta da una convinta vocazione democratica, fu teatro di aspre lotte per l'acqua, per le terre incolte, per le libert� civili, per i diritti umani, per il lavoro e per lo studio.



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