Comune di Sant'Anastasia


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Comune di Sant'Anastasia


Sant'Anastasia (Napoli)


Il suo territorio ricade nel Parco Nazionale del Vesuvio nonché nella fascia dei cosiddetti comuni vesuviani. Il centro del paese si sviluppa ai piedi del Monte Somma, l'antico cratere prima del costituirsi del Vesuvio propriamente detto, in un alternarsi di piccole salite e discesine derivanti dai tracciati degli antichi corsi d'acqua che dalla vetta del monte scendevano a valle.

 Nonostante l'area comunale non sia di grandi dimensioni (poco meno di 19 km2) il territorio è piuttosto vario e si presenta come una striscia di terra che parte dai 34 m s.l.m. (frazione Guadagni) in direzione nord, per giungere fino ai 1086 m sul livello del mare (Cognoli di Sant'Anastasia) a sud.I corsi d'acqua presenti nel territorio (detti Lagni) ripopolano i loro siti solo nei periodi piovosi a differenza di quanto succedeva prima; i più importanti erano il Sebeto ed il Vesceri. Di particolare interesse invece sono le sorgenti dell'Olivella che per la loro natura sono uniche in tutto il Parco Nazionale del Vesuvio e le sorgenti Chiatanelle, nascoste dal verde della montagna. (Per approfondire si veda sotto la voce Parco Nazionale del Vesuvio).

STORIA
Prima della grande eruzione del 79 d.C. 
il Vesuvio era rimasto inattivo per otto secoli, le popolazioni che vivevano alle sue pendici non erano neanche a conoscenza che il monte fosse in realtà un vulcano, per cui svilupparono numerosi centri agricoli e commerciali. Le prime menzioni di quel luogo ci sono date da Cicerone nel suo “De Officiis” e da Valerio Massimo nel “Memorabilia” facendo riferimento alla disputa tra le città di Napoli e Nola per il possesso di queste terre alle falde del monte Vesuvio.

 Il Senato romano mandò come arbitro Quinto Fabio Labeone il quale decise di non modificare i confini già tracciati e di destinare quella fascia di territorio alla diretta amministrazione di Roma.Questo episodio, che è citato da tutti gli storici locali dei paesi vesuviani come atto fondativo del loro territorio, ha, da sempre, suscitato più di una polemica. Secondo alcuni si tratterebbe di un fatto leggendario per attribuirsi "nobili natali"; per altri addirittura non si sarebbe mai verificato. Recentemente sulla rivista "Summana" è apparso un contributo del prof. Parisi Domenico che, pur confermando l'effettiva realtà dell'episodio, avanza l'ipotesi che l'arbitro mandato dal Senato di Roma, per derimere la controversia tra nolani e napooletani, non sarebbe stato il console Quinto Fabio Labeone, ma il pretore peregrino Caio Atinio Labeone nel 195 a.C. In ragione di ciò l'area prese il nome generico di “Campus Romanus”, toponimo che ancora oggi si riflette su questi territori vista l'abbondanza del cognome Romano e visto il nome di una delle frazioni di Sant’Anastasia: “Romani”. Dopo la guerra sociale del 90 a.C. Roma si assicurò il dominio di tutta l'antica Campania destinando definitivamente la zona del Campus all'amministrazione della colonia Augusta Felix Nola.

 Da allora l’area venne divisa tra le più importanti famiglie romane che ne fecero un luogo di villeggiatura come testimoniato da numerosi resti di ville suburbane ma anche un attivo posto commerciale costellato di aziende agricole.

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