Cappella di San Severo


Via Francesco De Sanctis, 19 - 80134 Napoli (Napoli)
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Cappella di San Severo


Napoli (Napoli)


Cappella S. Severo � sicuramente uno dei capolavori dell'arte barocca napoletana, grazie alle meravigliose sculture ed ai marmi policromi che l'adornano. La cappella si trova nei pressi del palazzo omonimo del XVI secolo che fu realizzato dal principe di Sansevero don Paolo de Sangro e rifatto con sontuosa facciata dal principe Raimondo. Un tempo la cappella era collegata al palazzo da una galleria pensile che fu abbattuta, perch� poco stabile, nel 1889.

Fu costruita per voto alla Madonna dal duca Giovan Francesco di Sangro di Torremaggiore nel 1590, come cappella di famiglia affinch� accogliesse le spoglie dei suoi membri; divenne poi chiesa nel 1608. Colui che l'arricch� di tante preziose opere d'arte, fu il principe Raimondo intorno al 1750. E' chiamata anche Santa Maria della Piet� di Sangro o Pietatella, da una leggenda relativa all'immagine della Vergine che si trova sull'altare maggiore.

La chiesetta � a pianta rettangolare ad unica navata e presenta quattro grandi archi per le quattro cappelle abbellite da capitelli corinzi in stucco, disegnati dallo stesso principe de Sangro. Sotto ciascun arco vi � un monumento sepolcrale con la statua raffigurante il defunto e l'urna della rispettiva consorte. Ogni elemento della cappella � una glorificazione della famiglia, per esaltarne i meriti militari e religiosi, la fedelt� al re ed alla chiesa.

Tra i monumenti sepolcrali spiccano il Mausoleo di Paolo di Sangro attribuito a Cosimo Fanzago e il Monumento di Raimondo de Sangro di Francesco Maria Russo, allievo di Francesco Solimena. Alla destra dell'altare � presente il Disinganno di Francesco Queirolo, del 1757. Quest'opera � dedicata ad Antonio de Sangro, padre di Raimondo, avviluppato in una rete di marmo mentre il suo intelletto - il genietto alato posto sul capo - gli corre in aiuto per liberarsi.

A sinistra dell'altare c'� la Pudicizia, monumento funebre di Cecilia Gaetani dell'Aquila d'Aragona, madre di don Raimondo, realizzato da Antonio Corradini nel 1751. Al centro della navata � presente il famosissimo Cristo velato del napoletano Giuseppe Sammartino. La volta � decorata da uno splendido affresco di Francesco Maria Russo, del 1749, che raffigura la Gloria del Paradiso con rappresentazioni di tipo illusionistico.

Il pavimento era legato a significati esoterici; di esso restano pochi elementi recanti un disegno labirintico, allusivo del percorso iniziatico alla massoneria, realizzato in bianco e nero, colori del bene e del male. Tramite una piccola scala si giunge nella cripta al di sotto della navata.

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