Chiesa di Santa Sofia


Corso Giuseppe Garibaldi - 82100 Benevento (Benevento)
Telefono: -
Fax:
E-mail:
Sito Ufficiale:


 
 



Luoghi



Chiesa di Santa Sofia


Benevento (Benevento)


Fondata dal duca Gisulfo II e completata da Arechi II nell�anno 762, forse come chiesa nazionale del popolo longobardo. Arechi II vi annesse una comunit� di suore, anch'esse benedettine, incorporandola al Cenobio preesistente, ed intitol� il tutto, pare su suggerimento di Paolo Diacono, alla Santa Sofia, cio� alla Santa Sapienza, a somiglianza del pi� famoso tempio giustinianeo di Costantinopoli.

Questa abbazia, in seguito a donazioni e lasciti, divenne una delle pi� potenti dell�Italia meridionale; essa raggiunse l�apogeo nel secolo XII, non solo per la sua chiesa monumentale ma anche per il suo "scriptorium" dove si us� la scrittura beneventana divenuta famosa nel mondo. Santa Sofia ebbe cos� risonanza anche fuori d�Italia ed un trovatore francese del XII secolo fa celebrare in essa le nozze di un Re. In seguito, seguendo la sorte di quasi tutti i monasteri, decadde fino ad essere abbandonata dai Benedettini nell�anno 1595. La chiesa di Santa Sofia si presenta come un edificio di eccezionale interesse nell�ambito dell�architettura europea del primo medioevo. La pianta generale � originalissima e del tutto nuova per l�epoca, non derivata da esempi romani o bizantini. Essa presenta un nucleo centrale costituito da un esagono ai cui vertici sono collocate sei grandi colonne (provenienti probabilmente dall'antico tempio di Iside), collegate tra loro con archi sui quali si sviluppa la cupola.

Intorno a questo esagono centrale troviamo un secondo anello, questo decagonale, con otto pilastri in blocchi di pietra calcarea bianca intercalati da strati di mattoni e da due colonne subito dopo l�ingresso. I pilastri non sono disposti in conformit� ai canoni classici, ma radialmente, ciascuno con i lati differentemente orientati, cos� da renderli paralleli ai retrostanti muri del perimetro. L�andamento di quest�ultimo � sconcertante: dapprima circolare, viene ad un certo punto bruscamente interrotto da pareti a forma stellare per ritornare di nuovo circolare in corrispondenza del portale d�ingresso. Tutto ci� crea giochi di prospettive, effetti illusionistici, scomposizioni, chiusure di spazi coordinati ad effetti geometrici ben precisi e basati su rapporti reciproci frutto di una acuta ed originale intelligenza costruttiva.

Valga, ad esempio, la straordinaria variet� delle volte, dovuta all'insolito accoppiamento della corona esagonale con quella decagonale: il susseguirsi di volte prima quadrangolari, poi romboidali ed infine triangolari � probabilmente un richiamo alla forma delle tende usate dal popolo longobardo durante il suo lungo girovagare in Europa. Lo splendore dell'antica chiesa � inoltre testimoniato dai resti degli affreschi delle absidi, i quali, pur nella frammentariet� che ne impedisce l�interpretazione iconografica, rivelano un ampio respiro e tanta potenza espressiva. La chiesa era completamente affrescata. Lo dimostrano i frammenti tuttora visibili, oltre che nelle absidi, anche su di un pilastro, ai piedi del tiburio e negli spigoli delle pareti a stella. Nelle due absidi laterali sono presenti elementi superstiti del ciclo dedicato alla Storia di Cristo. In particolare in quella di sinistra � rappresentata la storia di San Giovanni Battista, in quella di destra la storia della Vergine. Della prima rimangono due scene: l'Annuncio a Zaccaria e Zaccaria muto; della seconda l'Annunciazione e la Visitazione.

Santa Sofia non ha mantenuto sempre lo stesso aspetto nel corso dei secoli.Nel secolo XII la chiesa sub� infatti un primo restauro che, lasciandone intatta la pianta originaria, vi aggiunse un campanile sulla parte sinistra della piccola facciata ed un elegante portichetto � protiro � all�ingresso, poggiato su quattro colonne. � Questo determin� il parziale abbattimento della facciata, che in origine era lunga solo 9 metri.Nella lunetta centrale, al di sopra del nuovo portale cos� realizzato, venne anche inserito un bassorilievo che ora si trova sulla porta d�ingresso della chiesa. In esso � raffigurato Cristo in trono, la Vergine a destra, ed alla sinistra San Mercurio martire (milite romano le cui reliquie - tumulate nel 768 - attualmente riposano sotto l�altare della cappella destra) con a fianco un monaco inginocchiato, forse l�Abate Giovanni IV, restauratore della chiesa. All'interno si sostituirono i due pilastri all'ingresso con colonne e si sistem� una "schola cantorum" nell'esagono centrale. Il terremoto del 1688, che rase a suolo la citt�, caus� ingentissimi danni anche in Santa Sofia. Tutta la struttura risult� seriamente lesionata: croll� la cupola centrale esagonale a spicchi, molto pi� bassa di quella attuale e senza aperture; il campanile romanico si rovesci� sul protiro, distruggendolo completamente.

Con la ricostruzione in forme barocche del 1698 (e le ulteriori modifiche avutesi in seguito al successivo terremoto del 1702) dovuta all'allora Arcivescovo di Benevento Cardinale ORSINI - divenuto poi Papa BENEDETTO XIII - si apportarono radicali trasformazioni che determinarono la scomparsa della primitiva configurazione longobarda e causarono la quasi completa distruzione dei preziosi affreschi del secolo IX. Gli interventi consistettero, tra l'altro, nella trasformazione della pianta da stellare a circolare, nell'abbattimento e ricostruzione in nuove forme dell'abside centrale, nella rastremazione degli otto pilastri e nella realizzazione della nuova facciata, tuttora esistente. Si realizzarono inoltre due cappelle laterali e la sacrestia. L'interno fu completamente intonacato ed arredato secondo il gusto barocco.Nel 1951 iniziarono, a cura della Soprintendenza ai Monumenti di Napoli, i lavori di restauro che, con scrupolosi (ma discussi) interventi, permisero di riportare alla luce l'originale schema strutturale murario longobardo e di completare poi le parti demolite o manomesse in occasione della trasformazione barocca.

In particolare furono eliminate le due cappelle a lato della facciata, l'abside centrale ed il muro circolare che aveva incorporato gli spigoli esterni delle pareti stellari. Queste ultime vennero ricostruite seguendo le indicazioni fornite dalle ricerche archeologiche. Leggeri furono invece gli interventi sulla facciata barocca: furono obliterati i due finestroni ed il rosone, mentre il portale fu arretrato nella posizione originaria.

Come arrivare a Benevento:

- In auto: per i veicoli provenienti da Roma, A1 fino a Caianello, poi SS372. Per i veicoli provenienti dall'A14, uscita a Termoli, poi SS 88. Per i veicoli provenienti dalla A 16, uscita a Benevento. Per i veicoli provenienti da Napoli e Caserta, SS 7.
- In treno: Stazione di Benevento Centrale: linea Roma/Napoli-Bari.

Tour Virtuali


Nelle vicinanze
Il Castello di Terraloggia
Il Castello di Terraloggia
Pago Veiano (Benevento)
Castello di Limatola
Castello di Limatola
Benevento (Benevento)
Comune di Cusano Mutri
Comune di Cusano Mutri
Cusano Mutri (Benevento)
Dove Soggiornare
Mappa
Clicca su Visualizza percorso per i dettagli sulle distanze.